giovedì 11 agosto 2011

CI SONO PAROLE

Ci sono parole per esprimere l'ansia, per farla a fette come una torta velenosa per attenuare l'effetto e la concentrazione del veleno, e per distribuirla condividendola, aspettando che chi l'assaggia insieme a noi non ne abbia effetti letali e possa tranquillizzarci col suo rimanere illeso.
Ci sono parole che sono rasoiate, che fanno zampillare sdegno che non riesci a tamponare, e continui a buttarlo fuori fino a rimanerne senza, fino a diventare un "senza sdegno", la condizione di chi non è più capace di inorridire di fronte agli affronti della miseria umana, la condizione di chi è così arido dentro che non può morire ulteriormente, di chi non si aspetta nulla di buono dal genere umano.
Ci sono parole di conforto che sono un sorriso del cervello, che arriva anche se non lo vedi ma lo senti, è un sorriso di quelli che contraggono le labbra fino all'estremo, e le pieghe sulle guance sono i solchi in cui seminare i germi dell'umano.
Ci sono parole di silenzio, quelle che non dici perchè nella mente di chi le ascolta le hai già ripetute, anche da lontano, e che per questo non sono più tue, ma di chi le ha ascoltate e ne ha tratto giovamento dalla prima volta che sono state dette.
Sono queste ultime le parole che contano, che rimangono e che saranno ciò che rimarrà di ognuno di noi.
Ognuno è le sue parole.
Quelle buone e quelle meno buone.
Sta alla nostra coscienza giudicare in che misura abbiamo prodotto più le une o le altre.
E solo dal suo verdetto sapremo se siamo serviti a qualcosa.


2 commenti:

  1. ci sono parole che non sono più tali: sono amorevoli e amorose bugie, dette per calmarti l'animo quando sei in lite con il mondo intero e con te stesso, soprattutto. Sono parole-bugie dette da chi ti ama, da chi ti conosce, da chi sa che, quando sei tornato in te, sei capace e forte sufficente per sopportare la veirà . E apprezzarla
    Sono queste le parole che mi sono più care, quelle che mi svegliano con uno schiaffo dato con e per amore.

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