mercoledì 20 febbraio 2013

PARLIAMONE

Ma guarda, possiamo parlarne tranquillamente, figurati, son qui apposta.
Come dici? Siamo in emergenza? Ah, ok, va bene, lo diceva anche Bertolaso, nel periodo del terremoto.
E quando è emergenza tutto va bene, tutto è consentito.
Anche votare uno schieramento che solo dopo dirà chi è il Presidente del Consiglio, il ministro dell'Economia, quello della Difesa, quello del Lavoro.
Dopo.
Va votato a scatola chiusa.
Anche votare uno schieramento in cui c'è un capo incontrastabile che quando c'è da lottare per prendere il comune di Milano, con l'Expo 2015 in arrivo, con le cosche calabresi a monopolizzare il movimento terra,  candida un ragazzino di vent'anni.
Anche votare per uno che dice che rinuncia ai rimborsi elettorali pur sapendo benissimo che non ne avrebbe mai avuto diritto, perchè non ha uno statuto e un tesoriere responsabile, ma usa sto discorso per farsi bello, anche se è una truffa morale gravissima che tuttavia è un pilastro della sua propaganda.
Anche votare per uno che ha rifiutato di portare il peso della sua gloria in un vicolo di Palermo in cui cinque ragazzi e un giudice sono diventati coriandoli di carne per il Carnevale dello Stato che ora si prepara ad esaltarlo come nuovo che redime.
Anche scegliere uno che non ha cura del parere e dei diritti altrui, e che vuole salvare il mondo mettendolo nelle mani dello strumento più taroccabile del mondo: il web.
Anche scegliere uno che usa migliaia di brave persone come scudi umani da dietro ai quali spara sentenze indossando una toga di carta igienica.
Lo so, la speranza è l'ultima a morire.
Ma solo perchè ha fatto amicizia col boia.

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