giovedì 15 gennaio 2015

GESU' IS CHARLIE

La furia jihadista lancia il suo attacco alla stampa e l'Europa risponde.
E in particolare l'Italia risponde.
E lo fa a modo suo.
Con una rassegna di acconciature creative e moderne per il pelo sullo stomaco.
E' tutto un fervore di bigodini addominali, creste variopinte all'ombelico e sobri tagli carrè di pancia con tenui colpi di sole su un pelo screziato color tortora in calore, con ricci voluminosi e lucenti come seta.
D'improvviso la stampa, ma quella proprio vera, quella dell'inchiostro impresso su carta da rotative in movimento, risorge e sale sull'altare della Libertà, si erge fulgida e pura salendo su cataste di tablets, aifons, kindles, monitors, giungendo in vetta come fiero baluardo dell'indipendenza di pensiero e di parola.
La stessa stampa data per morta, implosa, da finire per non farla soffrire, la stessa stampa nemica e/o influenzata dai poteri forti, a cui tagliare senza pietà fondi pubblici, la stessa fonte d'informazione che comunque essa sia, di regime o libera, serva o ribelle, deve godere di quella libertà d'esistere che i recenti fatti le hanno conferito nel suo insieme.
C'è chi ha soffiato sul vento iconoclasta che macinava testate giornalistiche come carne di nemico sotto i cingoli della rivoluzione, c'è chi ha messo all'indice giornalisti offrendoli in pasto al gregge mannaro, c'è chi ha avallato questi fenomeni come accettabili contropartite per un rinnovamento radicale dell'informazione, per ridimensionarla rispetto al web, brodo primordiale dell'homo homini virus.
Ma ora tutti ad esibire il "gesuiciarli" d'ordinanza.
Forse ciò che è successo farà riflettere qualcuno sul suo virare a seconda del vento e delle circostanze, o forse no.
Il sensato tentativo di contarsi, di individuare con l'aiuto dei cittadini i casi di fiancheggiamento / contestualizzazione / approvazione dell'azione violenta di Parigi presenti tra la popolazione di fede musulmana deve servire a capire quanto è esteso il fenomeno dello jihadismo timido, della moral suasion saracena, dell'appartenenza a un progetto invasivo delle libertà altrui.
Bisogna poter distinguere tra l'Islam francescano e quello binladesco, tra umanità mite e scheggia di Male che minaccia la pace, è come distinguere i chicchi di grano dalle pallottole, non vedi solo se non vuoi vedere.
Ricordo a me stesso e a chi legge che c'era una volta un arabo, un capellone con tre-quattro metri quadri di stoffa addosso che andava in giro predicando di non fare agli altri ciò che non si vuole venga fatto a sè stessi.
E che fu ucciso per aver bestemmiato.
Vediamo di capirci.



domenica 11 gennaio 2015

CONTRORDINE: ALLAH, A STO PUNTO SALVACI TU

Il terrorismo integralista islamico sta all'islam intero
come la mafia sta alla società democratica.
Ne è la parte maligna, l'inferno della ragione, la cancrena della coscienza. E per quieto vivere si nega, si tollera, si contestualizza, si finge di non vedere, si minimizza e si dà come un dato ormai acquisito che si è infiltrato un po' ovunque, ma ormai fa parte del grande meccanismo di funzionamento della Nazione.
Ci sono ulteriori degenerazoni della mente: a fronte di quanto è accaduto in Francia una cospicua e rivoluzionaria parte di questo sciagurato Paese pensa che il poliziotto ucciso sul marciapiede sia un attore di una messinscena.
E a questo punto comincio a diventare favorevole ad una ipotetica invasione islamica.
Tralasciando questi casi pietosi, rimane certo che senza una collaborazione dell'islam moderato la battaglia è estremamente difficile, considerati i letali tagli alla sicurezza imposti dalla spending review. Duecento presìdi di polizia in meno solo nell'ultima tornata di tagli, e lo smantellamento continua. Ma cosa vogliamo contrastare, con queste premesse?

Un sincero omaggio alla memoria di Ahmed Merabet, poliziotto musulmano morto per garantire la libertà di prendere in giro il suo Dio.






giovedì 8 gennaio 2015

LES TOURS GEMELS

Non è stato un fulmine a ciel sereno. Non era imprevedibile. Non era inevitabile. Ma è successo perchè certe cose non si possono evitare, impedire, disinnescare.
La violenza a sfondo religioso non colpisce solo quando non vuole colpire. Sparisce e torna "in sonno" solo per sua scelta, per freddo calcolo di persone, di esseri umani che liquidare come "fanatici", "casi isolati" è un errore che li aiuta a nascondersi. E a colpire meglio.
Escono da confini europei, vanno ad addestrarsi in Siria o in altre nazioni "a rischio" del medioriente e tornano, indisturbati, liberi, legittimamente in grado di spostarsi ovunque e con qualunque scopo. E la occulta numerosità di queste mine vaganti è il mare magnum nel quale si nascondono. Impossibile controllarli tutti, impossibile tracciare gli spostamenti di ogni singolo, ci si affida alla buona sorte, a fortuite intuizioni, a casuali incroci di elementi.
Lo sterminio della redazione di un giornale satirico francese è arrivato a guastare lievemente il clima di amoroso cosmopolitismo, a inquinare i tanti sforzi di profusione di pace e amore, a gettare una tenue ombra di diffidenza verso chiunque sia solito praticare maniacalmente la religione che più di ogni altra predica la violenza, la conversione forzata del mondo, a qualunque costo. Perchè va detto, quella islamica, per una interpretazione tollerata da troppa gente  ha in sè un seme di medioevale atrocità che non si riscontra con altrettanta veemenza nelle altre religioni, anche nelle loro interpretazioni più integraliste.
L'obiezione più naturale a questo assunto è che il Corano non dice chiaramente di agire come stanno agendo gli estremisti, ma è stata la follia integralista a distorcerne nei secoli il messaggio.
Per mia sfortuna non ho mai conosciuto un musulmano che avesse una sincera considerazione della donna come un elemento diverso da un oggetto, per mia somma sfiga non ho mai letto negli occhi di un musulmano praticante la quieta serenità di un buddista, per mia disdetta non ho mai avuto modo di non riscontrare un gelido silenzio, o giri di parole tese a sminuire la pericolosità, di fronte a domande precise sulle modalità di osservanza dogmatica del testo sacro dell'Islam.
Sarà stata solo sfortuna, chissà.
Dalla fatwa ormai vecchia contro Salman Rushdie e i suoi "Versetti satanici", roba ormai d'antiquariato, siamo giunti all'azione dei singoli che di quella fatwa fecero tesoro e che ora interpetano a modo loro.
Ricordo, qualche anno fa, una dolorosissima vignetta di Vauro in occasione di una proposta di legge che intendeva concedere maggiori libertà nella detenzione di armi: un Cristo crocifisso che con due pistole sparava in testa ai due ladroni ai suoi lati dicendo "sorry".
Nessun integralista cattolico ha mai minacciato, tentato di aggredire, nè additato come prossimo alla morte il vignettista in questione. Perchè la libertà di satira non conosce limiti, ostacoli, l'unico limite che dovrebbe avere è quello insito nel buonsenso, nella mente di chi disegna o scrive, null'altro.
Ve l'immaginate cosa sarebbe successo se la vignetta di Vauro fosse stata atrocemente cattiva nei confronti di Maometto o Allah?
E vi ricordate la performance delle Femen in Piazza San Pietro, mimando un atto sessuale con un crocifisso?
Notate qualche differenza tra una nota di biasimo della Sala Stampa Vaticana e una condanna a morte su scala mondiale?
Ecco, è in questa differenza che si racchiude, a mio parere, la verità inconfessabile sulla religione.
La religione islamica o meglio la sua attualizzazione, per mille motivi, per mille cause culturali, dogmatiche, tendenziali, pseudointerpretative, è la religione più pericolosa esistente.
Vi è mai capitato di vedere d'estate un musulmano barbuto con al seguito un minicorteo di burqa neri contenenti delle spose bambine che lo seguono a pochi passi, cotte dal sole e imprigionate nella loro cella di pesante stoffa che le punisce per essere nate femmine? No? A me è successo, e nelle condizioni in cui ho visto questa scena mi è venuto da pensare che nel nostro variegato Paese la tortura è ancora vietata. Ma era praticata invece davanti agli occhi di tutti, lì, in quel corteo guidato da un grasso semipedofilo che si porta dietro il suo sfogatoio di bassi istinti coperto da tetri teloni.
I perbuonisti, incrocio tra perbenisti e buonisti di ultimissima generazione, oggi tendono a rimanere sottotraccia, silenti, in quella loro posizione di semifiancheggiamento e implicita complicità col mattatoio creato dai loro protetti, troppo liberi di professare il loro credo sanguinario.
Ogni cosa deve avere un limite, che sia satira o che sia religione. E il mare di sangue in cui si rischia di capitolare è il risultato dello stupro di massa del concetto di libertà di espressione e di religione.
La libertà è linfa vitale se associata alla ragione, e letale veleno se associata al fanatismo, e non parlo solo di quello religioso, ma anche di quello filosofico, quello secondo il quale tutto è concesso.
La libertà va conquistata rinunciando ad averla tutta e subito, va guadagnata dimostrando di meritarsela.
E in questo momento tutti, fanatici sanguinari e fanatici del facciocomemipare si facciano un esame di coscienza, se gliene è rimasta qualche traccia non macchiata di sangue.
E complimenti alla Francia per il vergognoso fallimento nella gestione del problema.


mercoledì 22 ottobre 2014

LA PREVALENZA DEL RETINO

Ha abboccato. Guarda come tira!!! Passami il retino. Grazie. Aspè che lo avvicino un altro po' a riva........  preso.
Guarda qui che bell'esemplare di rivoluzionario salmonato. Chiaramente vigoroso e sano, ha le branchie belle rosse, l'unica cosa rossa rimasta, lo sguardo attentissimo e le squame splendenti di vigore ribelle.
La tecnica di pesca consiste nel pasturare bene, cioè nel lanciare in acqua dei frammenti di informazione terrorizzante mista a paure ataviche impastate col Bimby insieme a generosi tranci di rivalsa tritata fina fina e mantecata col disfattismo. Poi aspetti che mangino il tutto e, una volta attratti, lanci l'amo con l'esca: non c'è più bisogno di sinistra, i tempi cambiano, si sta peggio e bisogna rifugiarsi a destra.
E lo vedi poi, come si ammassano per beccarsi l'esca del rassicurante robespierrismo che tumula sotto metri di autoeroismo il buonsenso e la ragione.
Sarà una pesca miracolosa.
Voi intanto accendete il barbecue. Almeno un po' di fiamma rivoluzionaria la farà.

mercoledì 24 settembre 2014

DI TUTT' ERBE UN FASHION

e veniamo ora all'articolo 18, con la nostra splendida Tatiana che indossa un modello svasato sui fianchi, che mette in rilievo le forme, adattissimo per chi dispone di un carovita molto stretto e un senno di media misura. Un capo sbarazzino e spregiudicato che ben si adatta ai diktat della Troika, disponibile anche in versione shortizzata con plissè in Terital, da abbinare a tacco 41bis. Sulla schiena notate uno spacco che mette in risalto le scapole e rende il capo adatto alle riunioni del PD. I colori sono pastellati, fibra in cotone pettinato a tessitura serracchiata, per dare al tessuto un tono di decisa dolcezza.
Delizioso.

sabato 26 aprile 2014

TALENT SCIO'

Gli ossessionati dal ruolo ipnotizzante della televisione stanno vivendo una stagione d'oro. Vedono confermata ogni loro teoria sulla capacità dei media di condizionare non solo i comportamenti mentali, ma anche gli atteggiamenti della coscienza critica.
L'esplosione dei talent-show, che sono poi i nipotini glamour della Corrida di Corrado, è riuscita realmente a convincere la gente che chiunque può diventare famoso almeno per un quarto d'ora, come profetizzava Andy Warhol.
Il concetto di dilettante allo sbaraglio ispira simpatia, solidarietà e al tempo stesso voyeurismo, per la serie "mò vediamo che combina, se s'emoziona, se piagne".
Una volta assimilato il concetto, qualche neuronista ben preparato ha deciso di trasportarlo anche in politica, contrapponendo il neofita volenteroso e onesto per definizione al vecchio marinaio di Transatlantico, aduso a cibarsi di codicilli, direttivi ed emendamenti fin da quando era una giovane premessa di qualche partito politico.
Disarmando la consueta e italica avversione verso chiunque faccia politica di mestiere (il principiante è percepito come estraneo a quel losco ambiente, e quindi come uno del popolo entrato nel palazzo a controllare), il principiante imbocca la corsia preferenziale del ribellismo condiviso, e si va a collocare nella cosiddetta "area di rigore".
In questo caso il termine va inteso sia come rigore ideologico, con adesione fedele e viscerale ad un complesso di ferree regole strutturali, sia come rigore a porta vuota, perchè lo scadimento del prestigio della politica è giunto ad un livello così basso che chiunque si presenti come estraneo a quel modello viene immediatamente accolto con benevolenza.
In questa area di autoreferenzialità, in questo limbo di bianche tuniche, in questo rave di neosessantottismo ci puoi infilare qualunque cosa, che certamente funziona.
E il laboratorio di inoculazione virus è la rete. Un altro dei massmedia. Quello più nuovo. Quello successivo al massmedia precedente con cui è stata formata la generazione dei padri.
E sempre per il concetto del dilettante, anche la rete è stata percepita come diversa dai media soliti che sono in mano ai regimi, perchè è fatta dalla gente. E la gente racconta la verità, mica come i politici di professione.
Quindi il luogo nel quale si esprime la gente dice cose vere. E questo luogo è internet, in cui ognuno può dire la sua, senza filtri, senza direttori responsabili nè comitati di redazione.
E lì salta il filtro tra la natura umana, coi suoi pregi e i suoi difetti, e ciò che il buonsenso del parlare in pubblico dovrebbe consigliare di dire.
Splendido.
Abbiamo un radioso passato davanti a noi.


domenica 2 febbraio 2014

A FIN DI BENE

Mea culpa, mea maxima culpa.
Ho compreso solo adesso l'ingiustizia dei miei feroci strali contro il movimento 5stelle.
Quando il fine è supremo, anche i mezzi scelti per perseguirlo possono essere piegati al metodo che si va a contrastare.
Si usano le stesse armi del nemico.
Ci si comporta come il nemico per dimostrargli di saper usare le sue stesse armi, avendo in più quella dell'onestà - contrapposta al vecchiume mangiasoldi -   che affascina e trascina.
Non avevo capito.
Stanno solo copiando il nemico per disorientarlo.
Basta osservare.
Le imitazioni di Borghezio, Larussa, Gasparri, Pannella in aula e fuori sono venute benissimo. Molto riuscita la riproduzione del turpiloquio, la gestualità da discarica, l'Inquisizione alla vaccinara.
L'imitazione di Alfano, poi, è sublime, ma disponendo di una immagine ben più gradevole per l'occhio femmineo. Il delfino che va in televisione dopo l'asportazione del punto G  è  insuperabile. Afferma di essere lì per libera scelta, e negherebbe anche sotto tortura di essere fido esecutore dei poke dell'imitatore di Berlusconi, anche quello riuscitissimo.
Meraviglioso.
Bellissimo anche il giornalista imitatore di Dudù, che ogni tanto finge di mordere per gioco e poi torna a darsi il fondotinta, con un'autoconsiderazione degna di Wanda Osiris.
E che dire poi di quello che imita le sallustiate, con un'imparzialità da trincea ammirevole?
Mi sento molto sollevato, ora che ho compreso.
"Il Fini giustifica i mezzi", si diceva quando un altro delfino contestualizzava e sminuiva le prodezze di Berlusconi e Brunetta.
Stiamo calmi.
Lavorano per noi.
Grazie.


p.s.: dite all'imitatore di Gianni Letta che ha troppi capelli.

sabato 21 dicembre 2013

SPECCHIO DELLE MIE TRAME



Scegli con cura i tuoi incubi
perchè tanto i sogni vengono da soli.
Ama con la stessa intensità con cui odii,
se giochi a carte con i dubbi della coscienza preparati a barare,
ma se decidi di essere inflessibile con il prossimo distaccati da ogni cosa
e ricordati che il prossimo inizia con te stesso.
Spendi il tuo tempo per ascoltarti,
compra il tempo degli altri pagandolo con il silenzio e aumentandolo con l'interesse vero per quello che dicono.
Chi ti lascia per strada ha perso ciò che hai guadagnato nel perderlo,
perciò non attenderne il ritorno, e se questo avviene, evita di fingere il perdono.
Abbràcciati solo quando ti insaponi la schiena,
cammina in equilibrio sulle travi nell'occhio, avendo cura di equilibrare la superbia con sani cali di autostima.
Tieni i tuoi errori nello zaino che ti porti dietro,
ma non chinarti troppo per bilanciarne il peso.
Tieni la testa alta perchè in caso di acqua alla gola respiri meglio,
mastica amaro quanto vuoi, purchè non ingoi,
e fregatene regolarmente dei tribunali improvvisati.
E ricorda sempre:
sei imputato e giudice, vittima e carnefice
e guidi la tua vita non essendone l'artefice.

venerdì 29 novembre 2013

NON PARLARE AL CONDUCENTE

Entro e non oltre.
Bella sta clausola.
Inizia con "entro" , una parola beneaugurante per chi partecipa ad un concorso.
Concorso esterno in associazione smaniosa.
Questo è il reato contestato.
Ora ci starebbe bene la premessa "se fossimo in un Paese normale", frase in cui la parola "paese" viene pronunciata maiuscola, caricando la P al limite dello sputazzo, ma si sa, l'ars oratoria si prende ogni licenza pur d'essere efficace.
Dicevo, se fossimo in un Paese normale non avremmo assoluta fretta di cambiamento, non avremmo la smania di vedere la situazione cambiare prima di andarcene, non avremmo l'impazienza di vedere risultati subito, ma da noi la parola "sùbito" è un'opinione, un'ipotesi, un augurio, non un avverbio di tempo.
D'altronde son solo sessant'anni di galleggiamento in cloaca, è inutile che stiamo a rivangare il repertorio cinematografico di età preistorica in cui, con film tipo "le mani sulla città" di Francesco Rosi, si descriveva la genesi terminale di un Paese-sistema, una macchina da guerra lubrificata col malaffare.
Siamo così, e cerchiamo in tutti i modi di cambiare, o di cambiare il modo di rimanere gli stessi di prima, o insomma proviamo a conservare l'evoluzione in comodi sacchetti sottovuoto.
E poi tutto nel congelatore.
Accanto alla Viennetta all'uranio e sotto i sofficini al bitume.
Ah, il progresso!!!

giovedì 23 maggio 2013

DIALOGHI

"- Giovà .... buon anniversario, che ti devo dire ....
- Paolo.... non ti ci mettere pure tu, adesso, a pigghiare p'u culo.....
- E dai, su .... succede pure a me, ogni 19 luglio, che mi prende il giramento di cabbasisi .......
- no, è che vedere certe facce che vanno a farsi la foto proprio lì .. non lo sopporto proprio, mi prende male, e poi Francesca la sai com'è, è ancora più emotiva di me, si rovina la giornata e finchè non scatta il datario al 24 maggio è nervosa, intrattabile .....
- già, il 24 maggio ... mi ricordo la canzoncina che ci facevano imparare alle elementari, quella della leggenda del Piave, era proprio la ricorrenza del 24 maggio .. te la rricordi?
- sì, me la ricordo pure io .. che finisce con "non passa lo straniero"
- ecco, proprio quella lì .... ora il problema è che non c'è un invasore scianiero a occuparci ...è la prima volta che una generazione si trova invasa dal proprio Paese.......
- ci metti ancora la maiuscola a Paese, buon segno, vuol dire che ancora ci credi....
- a parte il fatto che ancora mi devi spiegare come fai a capire se uno parla iniziando con la maiuscola, ma poi, dimmi la verità, secondo te il Paese pensa che abbiamo fatto bene?
- ecco vedi, ce l'hai rimessa, la maiuscola a Paese....
- Giovà, mi stai a cugghiunare? No, veramente, secondo te, loro, cosa pensano adesso?
- che siamo due santini come Padre Pio ma che in fondo pensano che eravamo due fessi a rischiare la vita, rimettendocela, insieme ai nosci ragazzi di scorta...... e che loro al posto nostro col cavolo che sarebbero stati così fessi e di conseguenza come tutti i martiri veniamo ricordati come persone disposte a farsi uccidere per un'idea che anche senza si riesce a vivere ugualmente.....
- inutile non è stato, perchè è riuscito a creare almeno il minimo indispensabile, la coscienza civile collettiva, i movimenti, le fiaccolate .... gli ideali comuni!!
- sì, qualche passo è stato fatto, ma noi mica ci siamo fatti ammazzare per qualche passo, noi cercavamo IL passo decisivo, la sconfitta della mentalità filomafiosa, non solo mafiosa....
- ma non ci siamo riusciti ......
- e vuol dire che qualcosa l'abbiamo sbagliata, che ti devo dire.... a partire da quando dissero che la bomba all'Addaura me l'ero messa da solo, dovevo capire che essendo già isolato non dovevo offrirgli la mia vita in un piatto d'argento ma prendere tempo, che ne so, da quello che mi aveva spiegato Buscetta sapevo che la politica in quota a Cosa Nostra aveva dei tempi di decisione lunghi, ponderati, fatti di vertici tra falchi e colombe, poi si sono uniti la ferocia dei corleonesi e la fretta dei romani di disinnescarmi .. e le cose sono precipitate .......
- non ci pensare, Giovà .... ormai è fatta, vedrai che il 24 maggio arriva subito ... anzi... ripassiamo la canzoncina del Piave, và, che tanto Agnese e Francesca si sò messe a parlare di bucati in lavatrice e riforma della Giustizia.... figurati .... ne hanno di argomenti di cui parlare, le donne ... a proposito di argomenti da masculi .... ma il Palermo come sta messo???
- è retrocesso in serie B, Paolo, te l'ho già detto diverse volte ... non ci vuoi proprio credere, eh?
- eh, figurati, a certe idee non mi ci abituo facilmente, certe volte mi trovo a pensare di essere ancora vivo a lavorare in Procura ....
- ma guarda che quando lavoravamo in Procura eravamo già morti, praticamente...
- sì ma almeno non ci commemoravano certe facce da culo ...
- ci commemoravano da vivi, Pà ...... per questo siamo speciali, eravamo troppo avanti, noi .....
- vero .............. "