Il terrorismo integralista islamico sta all'islam intero
come la mafia sta alla società democratica.
Ne è la parte maligna, l'inferno della ragione, la cancrena della coscienza. E per quieto vivere si nega, si tollera, si contestualizza, si finge di non vedere, si minimizza e si dà come un dato ormai acquisito che si è infiltrato un po' ovunque, ma ormai fa parte del grande meccanismo di funzionamento della Nazione.
Ci sono ulteriori degenerazoni della mente: a fronte di quanto è accaduto in Francia una cospicua e rivoluzionaria parte di questo sciagurato Paese pensa che il poliziotto ucciso sul marciapiede sia un attore di una messinscena.
E a questo punto comincio a diventare favorevole ad una ipotetica invasione islamica.
Tralasciando questi casi pietosi, rimane certo che senza una collaborazione dell'islam moderato la battaglia è estremamente difficile, considerati i letali tagli alla sicurezza imposti dalla spending review. Duecento presìdi di polizia in meno solo nell'ultima tornata di tagli, e lo smantellamento continua. Ma cosa vogliamo contrastare, con queste premesse?
Un sincero omaggio alla memoria di Ahmed Merabet, poliziotto musulmano morto per garantire la libertà di prendere in giro il suo Dio.
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