lunedì 5 marzo 2012

DOVE C'E' BALILLA C'E' CASTA

Bello.
Mi piace sta cosa dell'interesse della collettività per scavalcare TUTTO.
Puoi fare qualunque cosa, se dici che è qualcosa che serve alla collettività.
E il bello è che il volere degli Italiani è quello che vuoi tu, personalmente, di tuo interesse.

Vuoi fare una grande opera?Serve alla collettività.
Ma se si viola il diritto alla salute di una parte della collettività? Pazienza, l'interesse della collettività è più importante, per cui che si fottano.Allora, se il diritto alla salute (e quindi alla vita) di una parte della collettività può essere sacrificato per il progresso di tutti - vedi per esempio in Valsusa - allora..... allora vengono fuori risvolti interessanti ....
Pensa: se trafori quelle montagne metti per aria micropolveri d'amianto, ma la TAV serve al progresso del Paese, per cui chissenefrega se faranno il bis del caso Casale Monferrato - Eternit.E' l'uovo di Colombo, l'alibi che trova sempre degli ammiratori, i "modernisti", gli "avanguardisti", i fanatici della moneta elettronica, dell'edonismo merkeliano, del rigore per fallo in area euro, delle punizioni con barriera all'uscita.
Con questo semplice principio puoi scavalcare anche la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, credetemi, funziona sempre.L'interesse pubblico sopra ogni cosa.Possiamo risolvere la crisi in pochissimo tempo.

Per esempio: che sò tutti sti anziani in giro? Eh? Quelli prendono soldi dalla collettività e non spendono, consumano ossigeno, non si fidano, non fanno girare soldi,  li fanno solo spendere a noi per tonnellate di farmaci e pannoloni e cateteri e giornate d'ospedale, e insomma sò troppi, costano troppo.
Facciamo così: siccome risparmiare le loro pensioni sarebbe un indubbio progresso per la ricchezza della collettività, sterminiamoli.

Poi, chi c'è che consuma e non produce? I precari che non lavorano al nero, ecco, quelli che si disperano e vanno solo in giro a parlare di sfighe e a manifestare, quella è un'altra bella fetta di popolazione che non serve, che non fa progredire la collettività in quanto ne è un costo.E' interesse collettivo deportarli alla frontiera, e buttarli fuori dal Paese.Bella, sta cosa dell'interesse collettivo.Fare un inceneritore provocherà tumori a chi ci abita vicino?
Pazienza, scusa, l'interesse collettivo è predominante.

Grande idea, Presidente.Come l'Europa.E' interesse della collettività farne parte, per cui poche storie e fate silenzio, l'Europa non è in discussione.Bello eh? Con sta bandiera tutta piena di stelle, tipo quelle dell'America, ma a noi sò di meno e anche più grosse, tutte in cerchio, a simboleggiare l'Unione, macchè scherzi?
E' una figata, un'idea che entusiasma folle di pensatori e non, i soldi bisogna farli girare.Pazienza per chi muore.E' il prezzo che chiede il progresso, no?Magnifico, Presidente.Ah, senta, già che c'è: mi fa diventare interesse collettivo la necessità di eliminare ogni gocciolamento dai balconi, per risparmiare acqua?Ho una vicina che quando stende i panni sgocciolano sul mio balcone, mi danno fastidio, insomma veda lei.So già che, se vuole, potrà accontentarmi.
Ossequi.

domenica 4 marzo 2012

CHECCAvolodici

 Ho trovato sorprendente, ma in fondo non più di tanto, lo sfogo quasi isterico di un Aldo Busi in versione Santa Inquisizione Frocia che in  questo articolo spara a zero su un defunto ancora caldo, Lucio Dalla.
Il trapassato, secondo l'inquisitore, è reo di non aver mai ammesso pubblicamente la sua omosessualità, di aver comunque sempre frequentato la Chiesa, di aver avuto amicizie anche con Craxi, di aver scritto canzoni d'amore dedicate a donne pur essendo lui gay, e di non aver mai speso una parola a difesa dei deboli.
Non so se il pulpito da cui parla questa sorta di incrocio malriuscito tra Sgarbi, Malgioglio e la Lecciso sia fatto da solido legno, stagionato al sole dell'onestà, o se sia solo legno marcito e tarlato dall'invidia, l'ennesima occasione non persa di attirare le luci della ribalta a spese di un cadavere, ma tant'è.
Busi, l'intollerante e intollerabile pasionaria del "tutto purchè si parli di me", la ridicola macchietta di gay in perenne sindrome premestruale, l'improbabile Padre Tereso di Combutta che ha fatto del trash l'unica àncora di salvezza per rendere indimenticabili le sue presenze televisive, il MarioCallas della polemica comunque urlata ostentando cultura sterminata dall'idiozia, è egli stesso un eccesso che si ciba di sè e della sua scarsa fama.
A partire dalla squallida "Isola dei Famosi" fino ai talk-show che lo chiamavano solo per far alzare i toni, affidando il crollo nel cattivo gusto agli urlacci checcati del Busi, la carriera del nostro inquisitore è costellata da episodi di cui programmi come Blob si sono cibati per anni, con la perla dell'uscita dal reality-show affidata ad un coup-de-theatre basato su?.... ... un attacco al Papa, e ti pareva, lui che odia Celentano si è messo a farne l'antesignano non dal palco di un Sanremo, ma dal "confessionale" di un reality di uno squallore sempre più impareggiabile.
Chi è Busi?
Mi astengo dal dare giudizi.
Date un'occhiata a questo , trattenete i conati, se potete, e provate pietà per un vivo che non ne ha avuto per un morto.
L'ha avuta, la sua ribalta sciacallesca a danno di un morto, il Busi.
Ma essendo quel che è, ha solo fatto in modo che ritornasse in circolo, più forte che pria, il suo memorabile pistolotto che sembra quasiquasi un discorso in difesa della pedofilia ....
Meglio stendere un velo pietoso, tanto Dalla è più vivo di lui. Molto.

venerdì 3 febbraio 2012

QUALCUNO TOCCHI ABELE

L’eco della decisione della Cassazione non si è ancora spenta.
Chi è indagato per violenza sessuale di gruppo può non essere necessariamente pericoloso per altri, non è detto che possa ancora commettere lo stesso reato (non è facile organizzare tutti i giorni orge con malcapitate) non è detto che possa tentare la fuga (non è facile organizzare fughe all’estero quando sei stato arrestato e non puoi lasciare i confini nazionali), non è detto che possa inquinare le prove (è rischioso cercare di fare pressione sulla vittima affinchè ritratti o ritiri la denuncia) e quindi può anche essere superfluo, eccessivo e ingiusto  tenerlo in carcere. Lo si può tenere ai domiciliari, o obbligarlo a non muoversi oltre i confini di un certo territorio.
In sostanza, finchè non si arriva almeno alla sentenza di primo grado non si può definire iena da branco un individuo che ancora deve essere giudicato, e quindi il principio della presunzione d’innocenza va applicato alla lettera.
Meglio un colpevole a piede libero che un innocente in carcere, ovvero: meglio un potenziale stupratore a piede libero che un innocente spettatore di una serata “goliardica” a base di carne umana rinchiuso in carcere tra gentaglia di chissà quale provenienza.
La nostra Costituzione, nata dopo gli shocks emotivi delle brutalità del ventennio, ha messo nero su bianco dei principi così attenti alla tutela dell’individuo denunciato che alla fine ci si è dimenticati di spendere anche qualche parolina per le vittime.
Le vittime le tutela da sé il buonsenso collettivo, la pietas di estrazione cattolica, il generalizzato senso di protezione che normalmente si ha nei confronti della vittima; i carnefici invece, non riscontrando l’amorevole senso di protezione dell’opinione pubblica, li tutela direttamente la Legge.
Ripetiamo: gli indagati li tutela la Legge, le vittime le tutela il sistema di protezione e assistenza messo in campo da strutture statali e dalla famiglia (psicologi della ASL, rete di amici e parenti che proteggono lo stato di fragilità emotiva della vittima).
Solo che la Legge è un elemento certo, oggettivo e scritto, mentre la rete di protezioni della vittima può avere falle o malfunzionamenti non sanzionabili. Potrebbero ritrovarsi faccia a faccia al supermercato l’indagato in attesa di giudizio e la sua forsevittima, magari al reparto ortofrutta, con lui che, sempre scherzando goliardicamente, le consiglia l’acquisto di banane o cetrioli, così, tanto per scherzare, per goliardeggiare. E se poi la forsevittima è in giro per il supermercato indossando una gonna e non i jeans, ecco, allora se le va proprio a cercare, provoca.
E se poi magari la vittima viene perquisita e si scopre che ha comprato una scatola di profilattici, beh, allora comincia a venire il sospetto che ci stia facilmente un po’ con tutti, se si attrezza con tanta dedizione.
A me può capitare di essere coinvolto in una serata tra amici, magari si è bevuto un po’ troppo, è venuta a bere con noi una nostra amica abbastanza disinibita, e cosa vuoi, partite in tivù non ce ne sono, sul canale otciannelxxxx danno un filmettino niente male, una cosa tira l’altra, insomma può succedere che si aiuti la ragazza a privarsi degli indumenti, e insomma ne viene fuori una seratina allegra, magari disturbata da qualche urlo della tipa, ma si sa, in fondo le piace la cosa, tant’è vero che è pure venuta al pabbe a bere in minigonna, quindi l’intenzione più o meno c’era.
A me o a chiunque può capitare tutto questo, può capitare che io sia solo spettatore di una serata allegra con una tipa non molto consenziente, ma si sa, spesso le donne fingono ritrosia per stimolare un corteggiamento ancora più intenso. Lo dicono anche i trattati di maschilismo, e poi corteggiare deriva da Corte, e quindi, come vedete, la Legge c'entra eccome.
E insomma dicevo: cosa vuoi, mica posso fare il guastafeste che dice “no, fermi, che fate, lo vedete che non vuole”, oppure, peggio ancora, mica posso dire “se non la piantate chiamo la polizia”, mica si fa così, sarei sempre il solito bacchettone e moralista che rovina tutto.
E quindi, solo per non aver disturbato una serata tra amici io dovrei finire in carcere?
Non è giusto, come potete ben vedere.
Sarei come minimo “complice” di un reato, e come massimo “parte attiva” nella delegazione di aguzzini, ma è tutto da dimostrare, gli avvocati ci sono apposta, servono a depistare le indagini e a mettere in cattiva luce le “presunte vittime”.
E quindi, signore e signori, oltre al Codice di procedura penale per i reati commessi, dovremmo scriverne uno per i reati subiti, una sorta di codice di comportamento per le presunte vittime, che specifichino quali siano le misure cautelari da applicare e quali siano i consigli da dare alle vittime in attesa di giudizio.
Per esempio, pensarci diecimila volte prima di denunciare un branco di iene con la bava alla bocca, perché è tutto da dimostrare innanzitutto che erano iene e che c’era la presenza di ipersalivazione da tempesta ormonale, e insomma bisogna anche insegnare alle vittime dalla denuncia facile che prima devono farsi un bell’esame di coscienza sul proprio vestiario e sulle proprie frequentazioni, e poi, ma molto poi, capire se esistono i presupposti per l’atto di somma gravità: la denuncia.
Mica si denuncia così, per un niente.
Perciò, care vittime di violenza sessuale, fate attenzione a quello che dite o fate.
E siccome potreste reiterare il reato di denuncia, magari vi si potrebbe tenere a scopo (ops) cautelativo in carcere, nel braccio femminile, sezione “matte visionarie e anche un po’ mignotte che prima ci stanno e poi dicono che non gli piaceva e che è stata violenza”.
Il cartello col nome della sezione era troppo ingombrante, è un nome di sezione troppo lungo.
Mettiamole tra i detenuti comuni, ste vittime, e che non rompano più le scatole.
La Legge ha da fare cose ben più importanti.

domenica 29 gennaio 2012

TAGLI

Su.
Non fare quella faccia.
E’ che proprio non è il momento, non possiamo spendere per cose non necessarie alla nostra sopravvivenza, e tu a quanto sembra sei tra queste cose non necessarie.
Insomma non è mica colpa mia se tu sei finito nei “tagli” decisi dall’alto.
Ci sono milioni di persone che vivono anche senza di te, tranquillo, si fanno la loro vita ugualmente, o insomma vivono al meglio delle loro possibilità.
Sì, lo so che altri come me pagherebbero (e pagano) per poter avere per loro uno come te, mica metto in dubbio il tuo valore, ma per me che si accomodino pure, se se lo possono permettere, io sinceramente non ce la faccio, scusa.
Niente di personale, eh.
E scusa se continuiamo a dire che ci battiamo per il futuro tuo e di tutti quelli come te senza avere la minima intenzione di averti con noi, lo so che è un controsenso, ma insomma è un alibi sufficiente, a te che ti costa, fai finta di niente e non t’incazzare manco più, tanto non cambia niente.
Vabbè ho capito, siete una non-generazione, una mancata umanità, le vostre rivendicazioni sindacali le capisco, ma che volete da me, da noi, è già tanto che ci ospitano i vostri quasi nonni ..cioè no ...... insomma quelli che ci hanno assunti a tempo indeterminato, di questi tempi avere un posto fisso da figlio è già na gran fortuna.... che vi possiamo dire ... ci dispiace.

Vabbè, ciao.
Come si dice in questi casi “le faremo sapere”.

lunedì 16 gennaio 2012

RATINGER

Innanzitutto buon 2012, blog, giuro, non sto prendendo per il culo, è che questo è il primo post del 2012 e insomma gli auguri ci stanno tutti, anche se con ritardo.
Diciamo che sono in perfetto orario col capodanno cinese.
Già, la Cina.
Il più grande serbatoio di liquidità che solca i mari della finanza mondiale, un bestione che se fa naufragio sverserà una quantità terrificante di liquidi tossici, ma questo è molto di là da venire, per cui stiamo sul pezzo e sull’attualità.
E l’attualità sono i ratings (pronuncia in inglese: rètinz), il voto finale in pagella, sì insomma la valutazione che le società e i governi chiedono alle apposite agenzie, pagandole per questo servizio.
Quello che sta succedendo in questi giorni si può riassumere in questo dialogo:
-         dottore, quant’è?
-         Duecentoquaranta euro con ricevuta, altrimenti duecento, senza……
-         Vada per il senza…. Allora  dottore… come sto?
-         Lei non può andare avanti così. Deve fermarsi, staccare un po’, perché a mio parere lei in questo modo rischia seri danni.
-         Ma io ho il lavoro da seguire!!!! Ho un’azienda che senza di me va a picco!!!
-         Senta, mi ha chiesto il mio parere e io, dopo averla visitata, dico che lei avanti di sto passo non arriva a fine anno.
-         Lei ce l’ha con me, con la mia azienda, cos’è, è pagato dalla concorrenza? Vogliono che lasci ad ogni costo così poi loro me la comprano a due soldi, eh? Ma dica pure a chi la paga che io non mollo e vado Avanti per la mia strada!!!
-         Tralascio le sue offese perché comprendo che la notizia non le faccia piacere, ma io ribadisco il mio giudizio: lei non è messo bene. Faccia un po’ lei.

E’ legittimo e precauzionale pensare al complotto e alle diagnosi “prezzolate” ma, se si interpella un qualcuno che ha acquisito fama per la sua professionalità nei metodi di valutazione, poi non ci si deve lamentare del responso.
Standard & Poor’s è nel mirino per aver declassato pezzi importanti dell’Europa, nonché il famoso “fondo salva stati”. Improvvisamente l’attendibilità dei ratings espressi viene sminuita, messa in dubbio, delegittimata perché non fa il gioco della grande Europa.
Inoltre, secondo un blog americano, DAILY KOS:
 “Da verica effettuata alla Banca dati della Commissione elettorale federale dei contribuenti finanziari ai candidati politici... Harold W. McGraw III, Chairman, Presidente e CEO della casa madre di Standard & Poors, è un contributore di soldi a un sacco di repubblicani. I destinatari della generosità McGraw includono Mitt Romney, George W. Bush, il Comitato Nazionale Repubblicano del Congresso, il Comitato Nazionale Repubblicano del Senato, qualcosa chiamato Bush-Cheney di Vigilanza, e molti altri repubblicani.

Quindi dietro ci sarebbe la destra americana, e l’interesse a soffocare l’euro e a far respirare il dollaro. Potrebbe essere.

Se diamo un’occhiata a come nasce un rating, forse riusciamo a chiarirci meglio le idee.
I ratings sono emessi da agenzie accreditate - come Moody’s, Standard&Poor e Fitch IBCA - che, a seguito di una spontanea richiesta da parte del cliente, avviano un meticoloso processo di valutazione globale dello 'stato di salute' dell’impresa, volto ad emettere un oggettivo giudizio sintetico (come la nota tripla A) sulla sua capacità di onorare i debiti contratti.

A quel punto, l’agenzia si fa dare dal cliente tutti i dati e le informazioni che lo riguardano, e sulla base delle informazioni che acquisisce dal cliente (verificate mediante suoi canali riservati d’indagine) emette un giudizio sintetico, una valutazione.

L’agenzia unisce quindi le sue sorti: a) alla sincerità del cliente nel dargli tutte le informazioni sulla sua situazione b)all’attendibilità delle informazioni confidenziali e riservate che riesce a ottenere sull’andamento dei mercati.
Le agenzie di rating sono in sostanza i “guardiani dei mercati”, la loro funzione è fondamentale, ma lamentarsi dell’arbitro quando si è in difficoltà è uno sport piuttosto praticato, per cui i mercati pretendono di dettare a queste agenzie tempi e modi di comunicazione degli aggiornamenti di valutazione.

Contro S&P è frequente il riferimento a quando “cannò” completamente la valutazione delle obbligazioni Parmalat, episodio citato come esempio di rating “pilotato”, troppo ottimistico rispetto alle reali condizioni di quell’azienda.
Standard & Poor's nel luglio 2011 è stata condannata dal Tribunale di Milano a restituire a Parmalat i corrispettivi percepiti per il rating 'sbagliato' attribuito fino all'ultimo al gruppo alimentare.
S&P infatti aveva mantenuto il giudizio sul credito del gruppo al livello di 'investment grade',  in modo costante, dal novembre 2000 sino a poco prima del dissesto del 2003.
Un errore che ora l'agenzia è chiamata a pagare, rifondendo a Parmalat parcelle da complessivi 784.000 euro, nonchè le spese legali, ma non pagherà nessun risarcimento di 4 mld di euro, che il cliente Parmalat aveva chiesto.
La difesa di S&P?
“ …. ribadiamo che Parmalat ha ripetutamente fornito informazioni false e fuorvianti a Standard & Poor's durante l'intero periodo in cui S&P ha emesso il suo rating".
"Ribadiamo che Standard & Poor's - come molti altri analisti e autorità regolamentari che si sono occupati di Parmalat - è stata vittima di una frode massiccia e sistematica fino ad oggi evidenziata da condanne penali di diversi ex-dirigenti della società. Gli autori di questo inganno e non Standard & Poor's - conclude la nota - sono stati responsabili di eventuali perdite subite dagli investitori e Parmalat".
A chi dar ragione? A Callisto Tanzi o a S&P?
Mistero.
Fatto sta che le informazioni riservate e confidenziali che aveva diversa gente, per esempio anche un Beppe Grillo qualsiasi, S&P non le aveva considerate degne di attenzione, ininfluenti.
Errore o malafede? Mistero.
Il problema è che la vecchia Europa non ama essere sotto il fuoco di copertura del dollaro, e continua strenuamente a difendere la sua bandiera blu stellata dagli attacchi a stelle e strisce.
Petrolio quotato in euro? Uno sgarro troppo grosso per non essere lavato nella liquidità dei mercati, e gli americani, si sa, sono vendicativi.
Può anche essere.
O semplicemente non si vuol prendere atto del naufragio dell’euro, e allora è colpa dell’agenzia di rating, ovvio, giusto, che aggiorna il suo giudizio “proprio mentre i mercati sono ancora aperti”, orrore.
Ma l’arbitro di solito fischia quando vede il fallo, non aspetta che finisca l’azione.
Quindi?
Quindi rimangono dubbi sulle reali influenze che modificano l’obiettività delle agenzie di rating, ombre sulla capacità del luminare che siamo andati a consultare pagandolo profumatamente.
Ma non è stato lui a obbligarci ad andare a consultarlo.
Agenzie infallibili non ne esistono, a meno che non abbiano il dono dell’infallibilità, appunto, dono che è riservato solo ai pontefici.
Ecco.
Provate a immaginare il rating dello IOR.


“Sia lotato Cesù Kristo”




domenica 18 dicembre 2011

CITTADINI!!

Che sia chiaro.
Che non si dica che non s'era detto.
Infatti non è stato detto.
E allora diciamolo, perdinci.
Perchè sia chiaro una volta per tutte, perchè poi non si dica "non è stato detto chiaramente", e poi ci aggiungo anche un obbligo di chiarezza personale, e quindi in sostanza vi chiedo, amici carissimi, di non accettare in alcun modo una mia futura dichiarazione del genere "sono stato frainteso", perchè ve lo dico chiaramente, senza dare appiglio ad alcun fraintendimento.
Anzi, io direi di metterlo per iscritto, di verbalizzare il tutto, di mettere nero su bianco, di scolpire nella vostra memoria quello che qui viene detto senza giri di parole.
E non dico altro.

Grazie.

mercoledì 7 dicembre 2011

UNO CHE

Uno che
alza i prezzi di tutto tassando benzina e gasolio (e tutto viaggia su gomma, sui TIR, c'è poco da fare) e che però blocca l'incremento delle pensioni medio-basse, ha sostanzialmente abbassato le pensioni di un tot indefinito che è pari all'incremento dei prezzi che ci saranno in futuro.

Uno che
costringe a rimanere al lavoro da anziani, senza fare sconti nemmeno a chi fa lavori usuranti da una vita (non sto parlando delle banche, quello è un altro tipo di usura), ha sostanzialmente chiuso la porta di accesso al lavoro a nuove assunzioni (magari di giovani).

Uno che
non riesce a toccare i grandi patrimoni perchè gli è stato imposto da colui che ne comanda la sopravvivenza, e che gli ha anche imposto il ministro della Giustizia di suo gradimento

Uno che
fa una legge finanziaria a colpi di zappa giustificandosi con lo "stato d'emergenza" di bertolasiana memoria, al quale tutto è concesso

Uno che
giustifica il tutto con la necessità di salvare una scelta europeista mai fatta dal popolo, non sottoponibile al parere del popolo, e che sul popolo scarica il peso della scelta fatta per compiacere maestrini europei che si barcamenano in condizioni peggiori delle nostre, ma ben nascoste dietro gli spreads pilotati

Uno che
è stato braccio destro di Cirino Pomicino ai tempi in cui fu Ministro del Bilancio, con gli scempi di cui sappiamo, e che è stato anche nella famigerata Commissione Santer, poi sciolta per incapacità, mancata vigilanza su parametri importanti ed episodi di nepotismo all'italiana

Uno che
esclude ogni modifica sostanziale di ciò che ha deciso

Uno che
partecipa periodicamente a riunioni segrete con esponenti economico-strategici di multinazionali e di governi, senza che si possa sapere cosa decidono, e che comunica le sue decisioni prima ai suoi capi che al suo popolo

Uno che
accetta un mandato pilotato dalle aristocrazie finanziarie mondiali facendolo passare per missione salvifica

Uno che
usa denaro pubblico prelevato dal popolo per garantire titoli emessi dalle sue amate banche

Uno che
riceve le raccomandazioni di Berlusconi e l'incitamento di Marchionne, dell'ex braccio destro di Craxi e dello storico rottamatore delle Partecipazioni Statali

Uno che

anzi

Uno Che

comunque è meglio di Berlusconi
ed è il nuovo idolo dei miei più sfegatati amici di formazione comunista.

Non stanno morendo democristiani.
Stanno risorgendo di destra.

Buona Pasqua, compagni.

lunedì 21 novembre 2011

NOT IN MY NAME

Ebbene sì, miei forbiti astanti, miei compagni di schermaglie parolaie, miei fieri leggitori e scrivitori di parole a monitor, sarò poco corretto, poco dialogante e anche sufficientemente stronzo.
Il fatto è che vedere la fregola orgasmica con cui si è salutato l'Avvento del Messia e il declino (ancora in forse) del dittatorucolo intristisce ancor più del piano imposto dal Reichstag della UE.
Com'è possibile che un Paese appena alleggerito da una figura impresentabile si fiondi con tanta leggerezza nelle braccia di un sistema impresentabile? Voglio dire: indubbiamente Monti è persona morigerata,  timorata di Iddio, misurata, equilibrata, sobria, composta, ligia al dovere, dialogante, autorevole, rispettabile, mai sopra le righe, efficiente, efficace, discreta. E con un compito ben preciso: il sicario. Deve eseguire gli ordini che la sua visione delle cose gli rappresenta come indiscutibili: completare la sottomissione delle masse al sistema delle banche d’affari.
Lo stupro della Moneta, l’imbavagliamento delle funzioni delle Banche Centrali, la prostituzione delle funzioni istituzionali, la pedofilia mentale esercitata su masse ancora giovani e quindi ignare dell’immoralità delle azioni con cui svendono il loro arbitrio, la frequentazione di maggioranze concubine spacciate per nipoti di Keynes, la predisposizione di lettoni multipiazze su cui consentire a dittature morbide l’amplesso con le spoglie mortali di diritti conquistati con decenni di lotte, la cessione di ogni sovranità a lobbies di compagnucci, il completamento di trafori nelle coscienze critiche fino a svuotarne ogni consistenza, l’elusione di ogni processo di valutazione dell’analisi costi-benefici, l’attacco alla funzione inquirente esercitata da menti non obnubilate dalle frenesie europeiste, sono tutte un deja vu in salsa istituzionale, fatta di sobrietà funerea e di emulazione, a livello intellettivo, delle bassezze dell’impero nano attualmente in standby.
In poche parole: se per sfuggire ad un lurido despota si vuol finire in mano a pulitissimi ufficiali nazifinanziari, mi chiamo fuori.
Sto alla finestra, mi guardo i trenini entusiasti delle vacche bolse che salgono sul camion che le porta al mattatoio, e cercherò di muggire il meno possibile.
Ciò pure mal di gola, figuriamoci.
Fate vobis, siete maggioranza, e mi sono rotto anche i coglioni di stare a parlare al vento.

venerdì 11 novembre 2011

ARBEIT MACHT REICH

Italia, terza riserva aurifera del mondo dopo USA e Germania, unico Paese al mondo con patrimonio immobiliare all'80% di proprietà. La migliore capacità d'innovazione, know-how, creatività, gusto e stile inconfondibile, il Paese leader nella creazione di beni di lusso famosi nel mondo. Se fosse rimasto anche dotato di una valuta "debole" avrebbe accoppiato qualità e prezzo conveniente, un mix devastante, una potenzialità di export e ricchezza insostenibili per i Paesi concorrenti. L'operazione di neutralizzazione è stata completata oggi, 11/11/2011.

domenica 16 ottobre 2011

STRATEGIA DELLA MANSIONE

Insomma ieri a Roma c'è stato un grosso problema.
Una manifestazione oceanica di cittadini pacifici è stata rovinata da una megarissa tra forze dell'ordine.
Forze dell'ordine in divisa si sono picchiati con forze dell'ordine travestite da manifestanti, centocinquanta uomini in divisa sono stati mandati all'ospedale da loro colleghi in borghese.
Una parentesi vergognosa della storia d'Italia (si dice sempre così, fa effetto), ma dico io, se voi sbirri avete beghe personali andate a risolverle altrove, non a margine di pacifiche manifestazioni di protesta contro i porci che vi danno lo stipendio.

Si mormora che i motivi della rissa siano legati a problemi di straordinari non pagati, di banche che non accreditano puntualmente gli stipendi (ecco il perchè dell'attacco alle vetrine di banche) di trasferte per motivi di servizio in alberghi non dotati di bidè (ecco spiegato l'attacco alle vetrate di un hotel), e anche di alcuni finanzieri notoriamente musulmani che non hanno esitato ad attaccare una chiesa e a fracassare in terra una statua della Madonna di Lurd.
Alcuni esponenti della guardia forestale travestiti da blackblocs hanno dato fuoco ad un platano per deformazione professionale, mentre agenti della stradale travestiti da manifestanti violenti hanno incendiato auto, sempre perchè gli ricordavano il loro lavoro. Al verificarsi di questi episodi, i poliziotti in divisa, invidiosi della giornata di riposo che avevano avuto i loro colleghi mentre a loro toccava lavorare, si sono scagliati contro i loro colleghi tentando di investirli con i blindati, mentre un gruppo di alpini in gita con la parrocchia di Don Brufolo ha lanciato molotov fatte con la grappa, piangendo poi per lo spreco ma dando la colpa ai lacrimogeni, sedici esponenti della Guardia Costiera abilmente mimetizzati hanno allagato un asilo perchè avevano nostalgia delle loro uscite in mare, e una settantina di guardie carcerarie vestite da autonomi hanno calpestato le aiuole di un ospedale per sordociechi.

La prossima volta facciamo una manifestazione senza forze dell'ordine.
Siamo stanchi di queste risse, in cui ci va di mezzo sempre la popolazione civile, quella non in divisa, che manifesta spontaneamente e che non commette mai nulla di male.
Giustizia e Verità, anzi, Werità, questo serve.


ah, mi ero dimenticato la frase ad effetto finale:
A.C.A.B. (All Cops Are Bastards, o anche Abbiamo Come Alibi le Bufale)