martedì 26 febbraio 2013
PINOCCHIO E LA FATWA TURCHINA
Un colpo di bacchetta magica.
Una cascata di stelle.
Abbracci, entusiasmo, facce pulite e anche un po' meno che vengono travolte dal turbinio delle catene spezzate, roteate a mò di mazza ferrata per colpire i nemici della rivoluzione pacifica e inesorabile.
E’ stata una vittoria schiacciante, quella di Grillo e di Casaleggio, quella dei bravi ragazzi e quella dei balordi pronti a qualunque cosa pur di ingraziarsi le simpatie del guru e del suo staff, quella dei sostenitori storici e quella dei grillini dell’ultim’ora.
Più in particolare è stata una lezione di democrazia 2.0 , che poi sarebbe la versione riveduta e corretta di questo concetto aulico, la democrazia, la partecipazione, una cosa indiscutibilmente potentissima quanto sottovalutata, e quindi si è trattato di una sorta di seminario sul nuovo significato di democrazia partecipativa a beneficio di coloro che ancora non avevano capito una mazza di tutto questo, come me.
Chi l’avrebbe mai pensato che la democrazia fosse ciò che abbiamo visto, e cioè il totalitarismo acclamato, il bavaglio volontario, l’adorazione della fatwa, il disprezzo di svariate categorie di lavoratori che ancora riescono a conservare il posto facendo il loro mestiere scomodo di indagatori, di ricercatori del retroscena scomodo o dell'ennesima balla ubriacante del guru, chi l’avrebbe mai detto che lo zerbinamento di fior di giornalisti integerrimi come Travaglio o Scanzi sarebbe diventato solo un contributo prezioso alla guerra di Liberazione 2.0 e alla democrazia aggiornata, non un confondere l’informazione con l’opinione, non un asservirsi ad una parte anziché ad un’altra, chi avrebbe mai potuto sostenere che il minzoliniano osanna partito da queste penne scotte di prima scelta sarebbe stato visto non come un tradimento del giornalismo ma come un esempio di partecipazione alla battaglia per il miglioramento del Paese.
Mea culpa, di politica non ne capisco un cazzo, non l’ho mai frequentata e quando l’ho fatto credevo di frequentarla nel modo più appropriato, allontanandomene non appena ho visto i segni di un asservimento collettivo ad un metodo che in altre epoche avrebbe fatto ribrezzo ma che ora è invece l’unica democrazia possibile, adattata, modernizzata, il Bene, il bello, il fresco profumo di compromesso morale che si oppone al puzzo di libertà, parafrasando (indegnamente, lo riconosco) le parole di un grande Uomo come Paolo Borsellino.
Un capo che disprezza chi non lo venera, che censura chi chiede più trasparenza, che usa ogni metodo, anche il più scorretto, per portare acqua al suo mulino, sarebbe stato visto in altre epoche come un tiranno, un soggetto da abbattere, ma non è così.
Quel capo-tiranno ha stravinto, ha ottenuto fedeltà, abnegazione e silenzio, ha estorto con la dolcezza del suo abbagliante carisma un coacervo di adorazione ignava, sincera gratitudine e attenzione all’obiettivo finale, fingendo di non vedere e non sapere. Il Condottiero ha portato i suoi alla vittoria e quindi ogni macchia d’incanto scompare, l’onda che si è espansa per tutta la penisola ha travolto tutti e tutto, pensieri e coscienze, e l’autonomia di giudizio e il diritto di critica hanno dovuto soccombere alla nobiltà dello scopo, la stessa democrazia 1.0 , quella nata in Grecia e faticosamente sviluppatasi ed arricchitasi in secoli di discipline umanistiche, imbiancata dai pezzi d’intonaco che si distaccano nelle scuole e arrossata dalle ferite sopportate per ventennii da rimuovere dalla memoria si è vaporizzata, annullata, è finita nel dimenticatoio, todo cambia.
Il dissenso è veleno, e la predica conta più del pulpito.
Questo ha imparato l’Italia nuova, quella delle facce pulite di ragazzi entusiasti dei meetups, ignari e volenterosi, o col sospetto, presto sopito dall’entusiasmo e dal timore di rovinare tutto questo sogno d’ayatollah con spicciole pretese di chiarezza, decisione dal basso.
Non c’è tempo per la lealtà, per il chiedere scusa, per abbracciare nuovamente un senso di coraggiosa autocritica, roba antica, vecchia.
La democrazia 2.0 non ha tempo per minchiate come il dissenso o il diritto d’opinione o di cronaca.
Uno spartiacque morale che solo un grande stratega e conoscitore dell’italianismo avrebbe potuto creare con tanta disinvoltura e approvazione.
E quindi auguri, alla grande coppia Grillo-Casaleggio, ai loro pretoriani senza morale né memoria e alle folle oceaniche di italiani perbene ebbri di nuovo, di ribellione, di rivalsa, di speranze.
L’eroismo a volte è una folta chioma con pesanti ricrescite di viltà, ma basta una buona tintura di entusiasmo e tutto s’aggiusta.
Il problema però non riguarda me , che ho anche problemi di calvizie, figuriamoci :)
domenica 24 febbraio 2013
ER VOTO (omaggio a Trilussa)
Na matita copiativa co’ l’insonnia
già pronta co’ le schede dentro ar seggio
di notte si prepara alla sua gogna
descrive ad una scheda il menopeggio:
”vedi amica mia semo già pronti
siamo matita e scheda per il voto
domani tutti quanti, mori e biondi
con noi vorranno fare un teremoto
mi vogliono usa’ per imbrattarti
con croci, parolacce o altro segno
ma sei nata per altro, non distrarti
per te c’è morta gente con impegno
domani sai, non fartene na corpa
se poi finisci in urna co’ le artre
stuprata da chi magna osso e porpa
chè la politica è na forma d’arte
invece di pensare sempre ar meglio
ci usano per la disperazione
di scrivere na croce sopra a un foglio
mettendola su chi fa più opinione
ma noi nun semo nati pè la mano
noi semo destinati pel cervello
e se ci useranno in modo strano
avranno rivotato cò l’uccello”
.....tender to Poeti derTrullo
https://www.facebook.com/ipoetidertrullo?ref=ts&fref=ts
già pronta co’ le schede dentro ar seggio
di notte si prepara alla sua gogna
descrive ad una scheda il menopeggio:
”vedi amica mia semo già pronti
siamo matita e scheda per il voto
domani tutti quanti, mori e biondi
con noi vorranno fare un teremoto
mi vogliono usa’ per imbrattarti
con croci, parolacce o altro segno
ma sei nata per altro, non distrarti
per te c’è morta gente con impegno
domani sai, non fartene na corpa
se poi finisci in urna co’ le artre
stuprata da chi magna osso e porpa
chè la politica è na forma d’arte
invece di pensare sempre ar meglio
ci usano per la disperazione
di scrivere na croce sopra a un foglio
mettendola su chi fa più opinione
ma noi nun semo nati pè la mano
noi semo destinati pel cervello
e se ci useranno in modo strano
avranno rivotato cò l’uccello”
.....tender to Poeti derTrullo
https://www.facebook.com/ipoetidertrullo?ref=ts&fref=ts
mercoledì 20 febbraio 2013
PARLIAMONE
Ma guarda, possiamo parlarne tranquillamente, figurati, son qui apposta.
Come dici? Siamo in emergenza? Ah, ok, va bene, lo diceva anche Bertolaso, nel periodo del terremoto.
E quando è emergenza tutto va bene, tutto è consentito.
Anche votare uno schieramento che solo dopo dirà chi è il Presidente del Consiglio, il ministro dell'Economia, quello della Difesa, quello del Lavoro.
Dopo.
Va votato a scatola chiusa.
Anche votare uno schieramento in cui c'è un capo incontrastabile che quando c'è da lottare per prendere il comune di Milano, con l'Expo 2015 in arrivo, con le cosche calabresi a monopolizzare il movimento terra, candida un ragazzino di vent'anni.
Anche votare per uno che dice che rinuncia ai rimborsi elettorali pur sapendo benissimo che non ne avrebbe mai avuto diritto, perchè non ha uno statuto e un tesoriere responsabile, ma usa sto discorso per farsi bello, anche se è una truffa morale gravissima che tuttavia è un pilastro della sua propaganda.
Anche votare per uno che ha rifiutato di portare il peso della sua gloria in un vicolo di Palermo in cui cinque ragazzi e un giudice sono diventati coriandoli di carne per il Carnevale dello Stato che ora si prepara ad esaltarlo come nuovo che redime.
Anche scegliere uno che non ha cura del parere e dei diritti altrui, e che vuole salvare il mondo mettendolo nelle mani dello strumento più taroccabile del mondo: il web.
Anche scegliere uno che usa migliaia di brave persone come scudi umani da dietro ai quali spara sentenze indossando una toga di carta igienica.
Lo so, la speranza è l'ultima a morire.
Ma solo perchè ha fatto amicizia col boia.
Come dici? Siamo in emergenza? Ah, ok, va bene, lo diceva anche Bertolaso, nel periodo del terremoto.
E quando è emergenza tutto va bene, tutto è consentito.
Anche votare uno schieramento che solo dopo dirà chi è il Presidente del Consiglio, il ministro dell'Economia, quello della Difesa, quello del Lavoro.
Dopo.
Va votato a scatola chiusa.
Anche votare uno schieramento in cui c'è un capo incontrastabile che quando c'è da lottare per prendere il comune di Milano, con l'Expo 2015 in arrivo, con le cosche calabresi a monopolizzare il movimento terra, candida un ragazzino di vent'anni.
Anche votare per uno che dice che rinuncia ai rimborsi elettorali pur sapendo benissimo che non ne avrebbe mai avuto diritto, perchè non ha uno statuto e un tesoriere responsabile, ma usa sto discorso per farsi bello, anche se è una truffa morale gravissima che tuttavia è un pilastro della sua propaganda.
Anche votare per uno che ha rifiutato di portare il peso della sua gloria in un vicolo di Palermo in cui cinque ragazzi e un giudice sono diventati coriandoli di carne per il Carnevale dello Stato che ora si prepara ad esaltarlo come nuovo che redime.
Anche scegliere uno che non ha cura del parere e dei diritti altrui, e che vuole salvare il mondo mettendolo nelle mani dello strumento più taroccabile del mondo: il web.
Anche scegliere uno che usa migliaia di brave persone come scudi umani da dietro ai quali spara sentenze indossando una toga di carta igienica.
Lo so, la speranza è l'ultima a morire.
Ma solo perchè ha fatto amicizia col boia.
domenica 20 gennaio 2013
IL CONTO
"prego"
Rumore di piattino sul tavolo, un toc ammortizzato dalla tovaglia di Fiandra, e dentro al piatto un foglietto ripiegato, perchè così si fa ma è anche pudore, tatto nelle cose.
Lo apro.
C'è tutta la lista di ciò che devo pagare, di ciò che ho consumato, divorato o sbocconcellato, di ciò per cui ho chiesto il bis e di cose che invece ho sprecato, lasciandole nel piatto.
Ci sono le notti insonni ma che paghi comunque per aver occupato la stanza, ci sono i giorni felici, a cui si applica il sovrapprezzo, ci sono le attese inutili proprie e altrui, ci sono le telefonate non fatte e quelle di troppo, ci sono i desideri a caro prezzo presi dal frigobar, gli ospiti avuti al proprio tavolo e le bottiglie d'amicizia regalate ai tavoli altrui, e poi le camicie stirate e i panni sporchi ripuliti con trattamento antibatterico ma non antimnemonico, per cui lo sporco vecchio non c'è più ma te lo ricordi benissimo, macchia per macchia, come una cartina geografica.
Non batto ciglio nel leggere il prezzo da pagare, è una coltellata ma incasso bene, sono in pubblico, non posso far vedere in pubblico che sanguino sguaiatamente, d'altra parte quelle cose le ho fatte, consumate, utilizzate, per cui abbozzo anche un mezzo sorriso, striscio la carta, affilatissima come lama da suicida, firmo come un automa la ricevuta, ringrazio, ricevo a mia volta i ringraziamenti dell'esattore in smoking, buona serata, ci auguriamo di riaverla presto come nostro gradito ospite.
No grazie, sono lussi che non posso permettermi più.
Non posso fare più il passo più lungo del ventricolo.
Il ventricolo?
Lo so io che c'entra.
Tenga pure il resto, e anche la carta.
Non mi serve più.
Rumore di piattino sul tavolo, un toc ammortizzato dalla tovaglia di Fiandra, e dentro al piatto un foglietto ripiegato, perchè così si fa ma è anche pudore, tatto nelle cose.
Lo apro.
C'è tutta la lista di ciò che devo pagare, di ciò che ho consumato, divorato o sbocconcellato, di ciò per cui ho chiesto il bis e di cose che invece ho sprecato, lasciandole nel piatto.
Ci sono le notti insonni ma che paghi comunque per aver occupato la stanza, ci sono i giorni felici, a cui si applica il sovrapprezzo, ci sono le attese inutili proprie e altrui, ci sono le telefonate non fatte e quelle di troppo, ci sono i desideri a caro prezzo presi dal frigobar, gli ospiti avuti al proprio tavolo e le bottiglie d'amicizia regalate ai tavoli altrui, e poi le camicie stirate e i panni sporchi ripuliti con trattamento antibatterico ma non antimnemonico, per cui lo sporco vecchio non c'è più ma te lo ricordi benissimo, macchia per macchia, come una cartina geografica.
Non batto ciglio nel leggere il prezzo da pagare, è una coltellata ma incasso bene, sono in pubblico, non posso far vedere in pubblico che sanguino sguaiatamente, d'altra parte quelle cose le ho fatte, consumate, utilizzate, per cui abbozzo anche un mezzo sorriso, striscio la carta, affilatissima come lama da suicida, firmo come un automa la ricevuta, ringrazio, ricevo a mia volta i ringraziamenti dell'esattore in smoking, buona serata, ci auguriamo di riaverla presto come nostro gradito ospite.
No grazie, sono lussi che non posso permettermi più.
Non posso fare più il passo più lungo del ventricolo.
Il ventricolo?
Lo so io che c'entra.
Tenga pure il resto, e anche la carta.
Non mi serve più.
martedì 8 gennaio 2013
SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA BANCA
Ehi!! Dico a te!!! si, proprio a te!!!
Ciao, amico sostenitore di Monti fin dal primo momento!!
Come stai? Ti trovo bene, entusiasta, gasato, Monti ora è ufficialmente candidato premier e potrà proseguire il suo lavoro.
Anche tu immagino stia proseguendo il tuo, di lavoro, sicuramente non sei un disoccupato, sicuramente non hai perso il lavoro in questo anno appena trascorso. Per questo sei al sicuro, e dal tuo angolo sicuro sei libero di parteggiare per chi vuoi, anche per Monti.
L'Europa, la famosa Europa ha appena detto chel'IMU è una minchiata , ma sicuramente non è colpa di Monti, no, lui fa il possibile per salvare l'Italia e quindi per salvare anche te, me, tutti quanti, per cui lui non ha colpe.
Siamo con le spalle al muro, ma lo fanno per impedire sodomie, che sono contronatura e poi la Chiesa si dispiace.
Per cui continua a stare tranquillo, la rivoluzione non ci sarà, anche perchè la vera rivoluzione non è avercela con Monti o i suoi simili.
La vera rivoluzione sarebbe avercela con te, con chi, pur vedendo gli scempi, continua a far finta di niente, fa finta di essere convinto di essere dalla parte del giusto anche quando si è reso conto di essere dalla parte del torto.
Ma come ti dicevo, la rivoluzione non ci sarà, per cui nessuno verrà ad aspettarti sotto casa con una spranga, come logica perversa (ma ineccepibile) vorrebbe.
Siamo un Paese civile, continua pure, hai diritto ad affossare anche me con le tue scelte, tranquillo, non ce l'ho con te.
Mi piacerebbe solo che evitassi di passare davanti agli asili con animo sereno.
Con quello che ha combinato e combinerà il montismo ci stiamo incanalando verso un vortice che devasterà le prospettive di equità anche per le prossime, future generazioni.
Per cui, fammi il piacere: passa in silenzio davanti agli asili, e se puoi, prendi un bambino a caso e digli semplicemente "scusa".
Lui ti capirà da grande, per cui, ancora una volta, sei fuori pericolo.
Tranquillo.
E sorridi.
Ciao, amico sostenitore di Monti fin dal primo momento!!
Come stai? Ti trovo bene, entusiasta, gasato, Monti ora è ufficialmente candidato premier e potrà proseguire il suo lavoro.
Anche tu immagino stia proseguendo il tuo, di lavoro, sicuramente non sei un disoccupato, sicuramente non hai perso il lavoro in questo anno appena trascorso. Per questo sei al sicuro, e dal tuo angolo sicuro sei libero di parteggiare per chi vuoi, anche per Monti.
L'Europa, la famosa Europa ha appena detto chel'IMU è una minchiata , ma sicuramente non è colpa di Monti, no, lui fa il possibile per salvare l'Italia e quindi per salvare anche te, me, tutti quanti, per cui lui non ha colpe.
Siamo con le spalle al muro, ma lo fanno per impedire sodomie, che sono contronatura e poi la Chiesa si dispiace.
Per cui continua a stare tranquillo, la rivoluzione non ci sarà, anche perchè la vera rivoluzione non è avercela con Monti o i suoi simili.
La vera rivoluzione sarebbe avercela con te, con chi, pur vedendo gli scempi, continua a far finta di niente, fa finta di essere convinto di essere dalla parte del giusto anche quando si è reso conto di essere dalla parte del torto.
Ma come ti dicevo, la rivoluzione non ci sarà, per cui nessuno verrà ad aspettarti sotto casa con una spranga, come logica perversa (ma ineccepibile) vorrebbe.
Siamo un Paese civile, continua pure, hai diritto ad affossare anche me con le tue scelte, tranquillo, non ce l'ho con te.
Mi piacerebbe solo che evitassi di passare davanti agli asili con animo sereno.
Con quello che ha combinato e combinerà il montismo ci stiamo incanalando verso un vortice che devasterà le prospettive di equità anche per le prossime, future generazioni.
Per cui, fammi il piacere: passa in silenzio davanti agli asili, e se puoi, prendi un bambino a caso e digli semplicemente "scusa".
Lui ti capirà da grande, per cui, ancora una volta, sei fuori pericolo.
Tranquillo.
E sorridi.
venerdì 9 novembre 2012
ESCALATION
- allora, come va?
- eeeee ..niente, tutto bene, ci siamo fermati n'attimo a pisciare all'Autogrillo, come fanno tanti, e poi proseguiamo verso il centro, ma sempre tenendo la destra e lasciando libere le corsie più a sinistra, quelle dove si corre di più e poi ci si fa male, anche se adesso ci sono i tutor della Finanza che insomma lo vedono se corri troppo, solo che se ciai la targa svizzera la fotocellula non riesce a mettere a fuoco, un fenomeno strano......
- ti sento un po' confuso......
- vorrei vedere te, a stare in sto cazzo di Paese dove hanno usato lo Stato per accompagnare a casa le puttane e usano le puttane per accompagnare a casa lo Stato, si incarta tutto....
- Ma non mi dire.....
- Ah, a proposito: in America ha rivinto coso ...... quello negro ...... come si chiama ...Barama .. siamo fregati .... altri quattro anni di politica afroamericana ... ma te rendi conto ... che solo per fotocopie di carte d'identità i negri ci fanno spendere il doppio di toner .... no... non è possibile ... questa è negrocrazia, non sò io che sò razzista, eh, sono loro che sò tanti e consumano risorse.......
- ma scusa, ma tu non eri quello liberale, ecologista, di larghe vedute, contro il bavaglio e contro i razzismi?
- Vabbè che c'entra, quello serve per non fare brutta figura quando si parla tra persone che vogliono far vedere che sono intellettuali ... è na recita .... ma sotto sotto semo tutti fascisti, perchè noi praticamente trasferiamo sulla collettività i nostri stessi difetti così possiamo dire "così fan tutti" ...
- no, così fanculo
- così fan tutti, ti dico...........
- e io ti ripeto: così fan culo
- comunista!
- frocio interista!!
- Juventino ladro!
- Pccion d mamt!!!
- Eh?
- niente, và ......
- eeeee ..niente, tutto bene, ci siamo fermati n'attimo a pisciare all'Autogrillo, come fanno tanti, e poi proseguiamo verso il centro, ma sempre tenendo la destra e lasciando libere le corsie più a sinistra, quelle dove si corre di più e poi ci si fa male, anche se adesso ci sono i tutor della Finanza che insomma lo vedono se corri troppo, solo che se ciai la targa svizzera la fotocellula non riesce a mettere a fuoco, un fenomeno strano......
- ti sento un po' confuso......
- vorrei vedere te, a stare in sto cazzo di Paese dove hanno usato lo Stato per accompagnare a casa le puttane e usano le puttane per accompagnare a casa lo Stato, si incarta tutto....
- Ma non mi dire.....
- Ah, a proposito: in America ha rivinto coso ...... quello negro ...... come si chiama ...Barama .. siamo fregati .... altri quattro anni di politica afroamericana ... ma te rendi conto ... che solo per fotocopie di carte d'identità i negri ci fanno spendere il doppio di toner .... no... non è possibile ... questa è negrocrazia, non sò io che sò razzista, eh, sono loro che sò tanti e consumano risorse.......
- ma scusa, ma tu non eri quello liberale, ecologista, di larghe vedute, contro il bavaglio e contro i razzismi?
- Vabbè che c'entra, quello serve per non fare brutta figura quando si parla tra persone che vogliono far vedere che sono intellettuali ... è na recita .... ma sotto sotto semo tutti fascisti, perchè noi praticamente trasferiamo sulla collettività i nostri stessi difetti così possiamo dire "così fan tutti" ...
- no, così fanculo
- così fan tutti, ti dico...........
- e io ti ripeto: così fan culo
- comunista!
- frocio interista!!
- Juventino ladro!
- Pccion d mamt!!!
- Eh?
- niente, và ......
mercoledì 19 settembre 2012
giovedì 6 settembre 2012
MEMORISK
- E' sua questa valigia?
- Sì, è il mio bagaglio d'esperienza
- Apra.
- Ma perchè, scusi? Il cane non l'ha degnata nemmeno di uno sguardo!
- Poche storie, apra, che abbiamo fretta.
- Va bene, ecco. Delusioni, amorazzi giovanili, occasioni perse, successi, fallimenti, intuizioni, errori clamorosi, impegni assunti e portati a termine, cose lasciate a metà, mazzate nelle gengive, male fatto ad altri, alibi, scuse, motivazioni, illusioni ostiche, pepate di cozze mal digerite, fiammate di ritorno, notti in bianco, riesumazioni tardive, panettoni avanzati dai Natali poco allegri, giornate memorabili, lampi di gioia, grandinate di cacca, ginocchiate nei comodini, ritardi in anticipo, sorrisi di circostanza, mugugni girati dall'altra parte, trascinamenti di rapporti, menefreghismi cingolati e noccioli sputati dal finestrino. Come vede non c'è niente di illegale.
Posso rimettere tutto dentro adesso?
- No, il cane è ancora agitato, sicuro che non ci sia altro?
- Avrete sbagliato marca di croccantini, cosa vuole che le dica.....
- Per esempio, quel contenitore lì cos'è?
- E' un portaricordi a tenuta stagna.
- Lo apra.
- Non posso, è a chiusura ermetica, se lo apro volano via.
- Non funziona come scusa. Lo apra.
- Ma le ho detto che non posso, non può farlo annusare al cane?
- Non è addestrato per riconoscere tutte le droghe, per cui deve aprirlo e facciamo un controllo visivo.
- Ma da quando i ricordi sono una droga, mi scusi?
- Da sempre. C'è moltissima gente che vive di ricordi, se ne fa una dose ogni tanto, in alcuni casi spessissimo, ne ha bisogno per andare avanti.
- ma se apro il contenitore volano via e non mi rimane più niente!!!!
- sono droghe molto volatili, anche se lasciano tracce indelebili la maggior parte si dissolve col tempo.
- no, non apro, sono troppo preziosi per me.
- ok, allora mi segua in ufficio, lei è in stato di fermo per resistenza a pubblico ufficiale, e il contenitore lo apriremo lì e ne verbalizzaremo il contenuto
- va bene, allora mi ascolti: qui dentro ci sono ricordi lasciati da mio padre, esperienze trasmesse da mia madre, mio nonno, è una base da cui sono partito per fabbricarmi il resto del contenuto mettendoci del mio, non potete sequestrarmi il mio passato, ho bisogno di assumerne una dose ogni tanto, ho anche la certificazione medica che lo attesta, è un trattamento terapeutico, vuole andare contro il parere di un medico?
- giovanotto, dalle dimensioni del contenitore qui c'è troppa roba per essere di uso personale, siamo al sospetto di spaccio, lei secondo me lascia pure in giro sta roba, la cede ad altri non so se gratuitamente o a pagamento, in ogni caso la cosa è sospetta.
- le ripeto che è per uso personale, se ne cedo un po' lo faccio solo ad amici e persone che mi stanno a cuore, pochi intimi...
- quindi ammette lo spaccio e cessione a terzi?
- ma lo faccio solo per scambiare esperienze, in modo che altri non ricadano nei miei stessi errori...
- lei non deve cedere proprio niente a nessuno, altrimenti salta il concetto di uso personale e si sconfina nello spaccio, come glielo devo spiegare? mi dia quel contenitore e facciamola finita
- guardi che se lo apre lei poi assume tutto il contenuto, volente o nolente, e non so che effetto può farle... senza contare poi che lei in servizio non può assumere certo droghe, anche se per cause di servizio, comunque diverrebbe un assuntore di sostanze mnemoniche calibrate per un altro organismo, trasgredirebbe la legge e si assumerebbe tutte le mie paure, ansie, brutte giornate passate, ma anche tutti i bei momenti altrui che andrebbero a mischiarsi coi suoi bei momenti e non li distinguerebbe più .. non so se le conviene.... lei per esempio quale droga ha sempre con sè, quale ricordo?
- la foto di mio figlio a tre anni, nel portafoglio....
- ecco. Me la darebbe?
- ma nemmeno per sogno, ne ho bisogno, devo guardarla ogni tanto per sentirmi bene...
- lo sapevo. Drogato!!!!! Ora chiamo il suo collega e la denuncio, che ne dice? Vabbè guardi, mi ha trovato in giornata buona, mi lasci in pace e si porti via pure sto cane che mi sta pisciando sul borsone delle ansie, che se prendono umidità cominciano a gonfiarsi e poi è un casino....
- Può andare, raccolga la sua roba e se ne vada....
- E certo che me ne vado!!! Drogato!!! Ma guarda te che esempio deve dare la gente con una divisa addosso!! Ma dove andremo a finire!!
- Sì, è il mio bagaglio d'esperienza
- Apra.
- Ma perchè, scusi? Il cane non l'ha degnata nemmeno di uno sguardo!
- Poche storie, apra, che abbiamo fretta.
- Va bene, ecco. Delusioni, amorazzi giovanili, occasioni perse, successi, fallimenti, intuizioni, errori clamorosi, impegni assunti e portati a termine, cose lasciate a metà, mazzate nelle gengive, male fatto ad altri, alibi, scuse, motivazioni, illusioni ostiche, pepate di cozze mal digerite, fiammate di ritorno, notti in bianco, riesumazioni tardive, panettoni avanzati dai Natali poco allegri, giornate memorabili, lampi di gioia, grandinate di cacca, ginocchiate nei comodini, ritardi in anticipo, sorrisi di circostanza, mugugni girati dall'altra parte, trascinamenti di rapporti, menefreghismi cingolati e noccioli sputati dal finestrino. Come vede non c'è niente di illegale.
Posso rimettere tutto dentro adesso?
- No, il cane è ancora agitato, sicuro che non ci sia altro?
- Avrete sbagliato marca di croccantini, cosa vuole che le dica.....
- Per esempio, quel contenitore lì cos'è?
- E' un portaricordi a tenuta stagna.
- Lo apra.
- Non posso, è a chiusura ermetica, se lo apro volano via.
- Non funziona come scusa. Lo apra.
- Ma le ho detto che non posso, non può farlo annusare al cane?
- Non è addestrato per riconoscere tutte le droghe, per cui deve aprirlo e facciamo un controllo visivo.
- Ma da quando i ricordi sono una droga, mi scusi?
- Da sempre. C'è moltissima gente che vive di ricordi, se ne fa una dose ogni tanto, in alcuni casi spessissimo, ne ha bisogno per andare avanti.
- ma se apro il contenitore volano via e non mi rimane più niente!!!!
- sono droghe molto volatili, anche se lasciano tracce indelebili la maggior parte si dissolve col tempo.
- no, non apro, sono troppo preziosi per me.
- ok, allora mi segua in ufficio, lei è in stato di fermo per resistenza a pubblico ufficiale, e il contenitore lo apriremo lì e ne verbalizzaremo il contenuto
- va bene, allora mi ascolti: qui dentro ci sono ricordi lasciati da mio padre, esperienze trasmesse da mia madre, mio nonno, è una base da cui sono partito per fabbricarmi il resto del contenuto mettendoci del mio, non potete sequestrarmi il mio passato, ho bisogno di assumerne una dose ogni tanto, ho anche la certificazione medica che lo attesta, è un trattamento terapeutico, vuole andare contro il parere di un medico?
- giovanotto, dalle dimensioni del contenitore qui c'è troppa roba per essere di uso personale, siamo al sospetto di spaccio, lei secondo me lascia pure in giro sta roba, la cede ad altri non so se gratuitamente o a pagamento, in ogni caso la cosa è sospetta.
- le ripeto che è per uso personale, se ne cedo un po' lo faccio solo ad amici e persone che mi stanno a cuore, pochi intimi...
- quindi ammette lo spaccio e cessione a terzi?
- ma lo faccio solo per scambiare esperienze, in modo che altri non ricadano nei miei stessi errori...
- lei non deve cedere proprio niente a nessuno, altrimenti salta il concetto di uso personale e si sconfina nello spaccio, come glielo devo spiegare? mi dia quel contenitore e facciamola finita
- guardi che se lo apre lei poi assume tutto il contenuto, volente o nolente, e non so che effetto può farle... senza contare poi che lei in servizio non può assumere certo droghe, anche se per cause di servizio, comunque diverrebbe un assuntore di sostanze mnemoniche calibrate per un altro organismo, trasgredirebbe la legge e si assumerebbe tutte le mie paure, ansie, brutte giornate passate, ma anche tutti i bei momenti altrui che andrebbero a mischiarsi coi suoi bei momenti e non li distinguerebbe più .. non so se le conviene.... lei per esempio quale droga ha sempre con sè, quale ricordo?
- la foto di mio figlio a tre anni, nel portafoglio....
- ecco. Me la darebbe?
- ma nemmeno per sogno, ne ho bisogno, devo guardarla ogni tanto per sentirmi bene...
- lo sapevo. Drogato!!!!! Ora chiamo il suo collega e la denuncio, che ne dice? Vabbè guardi, mi ha trovato in giornata buona, mi lasci in pace e si porti via pure sto cane che mi sta pisciando sul borsone delle ansie, che se prendono umidità cominciano a gonfiarsi e poi è un casino....
- Può andare, raccolga la sua roba e se ne vada....
- E certo che me ne vado!!! Drogato!!! Ma guarda te che esempio deve dare la gente con una divisa addosso!! Ma dove andremo a finire!!
sabato 21 luglio 2012
mercoledì 11 luglio 2012
CON IMPUTATA STIMA
E alla fine, anche sora Giustizia giunse a destinazione.
Dopo un lungo viaggio di un decennio, si è giunti alla sentenza sull'allegra rimpatriata tra celerini avvenuta in una notte dell'estate 2001 a Genova.
Diciamo che, a una certa ora della notte, un gruppo di uomini in divisa fa irruzione in una scuola e massacra decine e decine di ragazzi, così, per scaricare la tensione della giornata. Una intera giornata di guerriglia sfiancherebbe anche il sistema nervoso di un androide, e visto che di androidi non si trattava, si pensò bene di portarsi da casa l'alibi per quell'azione di pura vendetta, una spedizione punitiva.
Degli uomini in divisa asportano - da un magazzino di custodia corpi del reato - delle bottiglie molotov precedentemente sequestrate, per far risultare che l'attacco a base di calci e manganellate, con le teste di ragazzi schiantate sui termosifoni e sui muri, era più che legittimato dal ritrovamento di quelle bottiglie pronte all'uso.
Sul pavimento strisciate di sangue, qualche incisivo, urina liberata per lo shock subito, vomito, ciocche di capelli, vestiti e zaini abbandonati, orme di anfibi d'ordinanza finiti in qualche pozza di liquidi organici.
Lo Stato quella notte si tolse la divisa e si vestì da teppista, le stellette lasciarono il posto alle svastichette, e l'Uomo lasciò il posto al boia. Bisognava dare una "lezione" ai sovversivi che dormivano nei corridoi, rei di aver partecipato a non si sa cosa, non si sa dove, non si sa se erano coinvolti, ma nel dubbio li meno.
Qui trovate un racconto della faccenda, della manovrina dilettantesca delle molotov migrate da un deposito ad una scuola-dormitorio, e trovate, oddio, no, alcuni nomi importantissimi per questo Paese, finiti in quella storia ad eseguire ordini inascoltabili in un Paese civile, ordini che hanno ucciso la loro carriera.
Giovanni Luperi, ex vicedirettore dell'Ucigos ed attuale capo sezione analisi dell'Aisi, che prima si chiamava SISDE, insomma i servizi segreti interni;
Francesco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine;
Gilberto Caldarozzi, direttore dello Sco, il Servizio centrale operativo;
e altri dirigenti di alcune importanti squadre mobili e di altri uffici territoriali.
Gente che ha svolto importanti operazioni, rischiato la pelle, catturato gente come Provenzano, gente che prima e dopo la Diaz aveva onorato la divisa e lo stesso Stato che fu mandante di quella operazione di terrorismo, intimidazione, violenza gratuita, maltrattamento, sequestro di persona con l'aggravante degli utili motivi.
Dispiace sapere che gente come Gratteri abbia dovuto piegarsi agli ordini peggiori che un tutore dell'ordine potesse ricevere, ma immagino sapesse, quella notte, che stava compromettendo il suo futuro.
Immutata stima per il poliziotto integerrimo, imputata stima per il boia, yin e yang, bianco e nero, come al solito.
Lo Stato ha ordinato allo Stato di comportarsi da antistato, poi lo Stato ha processato quello stesso Stato per i suoi comportamenti anti-sè stesso e lo ha rimosso per aver eseguito gli ordini ricevuti da colui che lo ha comandato, poi imputato, processato e condannato, che poi sarebbe sè stesso.
Kafka al confronto sembrerebbe Gasparri dopo una dozzina di grappe.
Ma questo è.
L'immutata stima è l'ostinazione a voler vedere solo le parti pulite di un vestito che ha una macchia di sangue e cacca, l'attaccarsi disperatamente al buono che è stato fatto negli anni per eclissare le conseguenze fetide di una notte di follia.
Nel pezzo che ho linkato su si parla di una telefonata di Bertinotti a DeGennaro riguardo all'assalto alla Diaz, con l'agghiacciante risposta "Cosa vuole che faccia, quella non e´ un´ambasciata... Non c´è extraterritorialità. Quello che sta avvenendo è una sorta di controllo del territorio. Non le posso dire altro, ma non mi può chiedere una protezione come fosse un´ambasciata".
Le teste spaccate di quei ragazzi sono guarite da un pezzo, ora a sanguinare sono le teste pensanti dei migliori uomini dell'antiterrorismo fottuti e cestinati da chi li ha sviliti al ruolo di macellai.
E ti saluto, immutata stima.
Una divisa distingue un comune cittadino da un tutore dell'ordine.
Se i comportamenti di un tutore dell'ordine diventano uguali a quelli di un comune cittadino teppista, la divisa diventa un costume di carnevale, con annesso trenino a ritmo di samba.
E a fare i locomotori del trenino quella notte ci misero gli uomini migliori.
Pensa te se ci mettevano i peggiori.
Dopo un lungo viaggio di un decennio, si è giunti alla sentenza sull'allegra rimpatriata tra celerini avvenuta in una notte dell'estate 2001 a Genova.
Diciamo che, a una certa ora della notte, un gruppo di uomini in divisa fa irruzione in una scuola e massacra decine e decine di ragazzi, così, per scaricare la tensione della giornata. Una intera giornata di guerriglia sfiancherebbe anche il sistema nervoso di un androide, e visto che di androidi non si trattava, si pensò bene di portarsi da casa l'alibi per quell'azione di pura vendetta, una spedizione punitiva.
Degli uomini in divisa asportano - da un magazzino di custodia corpi del reato - delle bottiglie molotov precedentemente sequestrate, per far risultare che l'attacco a base di calci e manganellate, con le teste di ragazzi schiantate sui termosifoni e sui muri, era più che legittimato dal ritrovamento di quelle bottiglie pronte all'uso.
Sul pavimento strisciate di sangue, qualche incisivo, urina liberata per lo shock subito, vomito, ciocche di capelli, vestiti e zaini abbandonati, orme di anfibi d'ordinanza finiti in qualche pozza di liquidi organici.
Lo Stato quella notte si tolse la divisa e si vestì da teppista, le stellette lasciarono il posto alle svastichette, e l'Uomo lasciò il posto al boia. Bisognava dare una "lezione" ai sovversivi che dormivano nei corridoi, rei di aver partecipato a non si sa cosa, non si sa dove, non si sa se erano coinvolti, ma nel dubbio li meno.
Qui trovate un racconto della faccenda, della manovrina dilettantesca delle molotov migrate da un deposito ad una scuola-dormitorio, e trovate, oddio, no, alcuni nomi importantissimi per questo Paese, finiti in quella storia ad eseguire ordini inascoltabili in un Paese civile, ordini che hanno ucciso la loro carriera.
Giovanni Luperi, ex vicedirettore dell'Ucigos ed attuale capo sezione analisi dell'Aisi, che prima si chiamava SISDE, insomma i servizi segreti interni;
Francesco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine;
Gilberto Caldarozzi, direttore dello Sco, il Servizio centrale operativo;
e altri dirigenti di alcune importanti squadre mobili e di altri uffici territoriali.
Gente che ha svolto importanti operazioni, rischiato la pelle, catturato gente come Provenzano, gente che prima e dopo la Diaz aveva onorato la divisa e lo stesso Stato che fu mandante di quella operazione di terrorismo, intimidazione, violenza gratuita, maltrattamento, sequestro di persona con l'aggravante degli utili motivi.
Dispiace sapere che gente come Gratteri abbia dovuto piegarsi agli ordini peggiori che un tutore dell'ordine potesse ricevere, ma immagino sapesse, quella notte, che stava compromettendo il suo futuro.
Immutata stima per il poliziotto integerrimo, imputata stima per il boia, yin e yang, bianco e nero, come al solito.
Lo Stato ha ordinato allo Stato di comportarsi da antistato, poi lo Stato ha processato quello stesso Stato per i suoi comportamenti anti-sè stesso e lo ha rimosso per aver eseguito gli ordini ricevuti da colui che lo ha comandato, poi imputato, processato e condannato, che poi sarebbe sè stesso.
Kafka al confronto sembrerebbe Gasparri dopo una dozzina di grappe.
Ma questo è.
L'immutata stima è l'ostinazione a voler vedere solo le parti pulite di un vestito che ha una macchia di sangue e cacca, l'attaccarsi disperatamente al buono che è stato fatto negli anni per eclissare le conseguenze fetide di una notte di follia.
Nel pezzo che ho linkato su si parla di una telefonata di Bertinotti a DeGennaro riguardo all'assalto alla Diaz, con l'agghiacciante risposta "Cosa vuole che faccia, quella non e´ un´ambasciata... Non c´è extraterritorialità. Quello che sta avvenendo è una sorta di controllo del territorio. Non le posso dire altro, ma non mi può chiedere una protezione come fosse un´ambasciata".
Le teste spaccate di quei ragazzi sono guarite da un pezzo, ora a sanguinare sono le teste pensanti dei migliori uomini dell'antiterrorismo fottuti e cestinati da chi li ha sviliti al ruolo di macellai.
E ti saluto, immutata stima.
Una divisa distingue un comune cittadino da un tutore dell'ordine.
Se i comportamenti di un tutore dell'ordine diventano uguali a quelli di un comune cittadino teppista, la divisa diventa un costume di carnevale, con annesso trenino a ritmo di samba.
E a fare i locomotori del trenino quella notte ci misero gli uomini migliori.
Pensa te se ci mettevano i peggiori.
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