"prego"
Rumore di piattino sul tavolo, un toc ammortizzato dalla tovaglia di Fiandra, e dentro al piatto un foglietto ripiegato, perchè così si fa ma è anche pudore, tatto nelle cose.
Lo apro.
C'è tutta la lista di ciò che devo pagare, di ciò che ho consumato, divorato o sbocconcellato, di ciò per cui ho chiesto il bis e di cose che invece ho sprecato, lasciandole nel piatto.
Ci sono le notti insonni ma che paghi comunque per aver occupato la stanza, ci sono i giorni felici, a cui si applica il sovrapprezzo, ci sono le attese inutili proprie e altrui, ci sono le telefonate non fatte e quelle di troppo, ci sono i desideri a caro prezzo presi dal frigobar, gli ospiti avuti al proprio tavolo e le bottiglie d'amicizia regalate ai tavoli altrui, e poi le camicie stirate e i panni sporchi ripuliti con trattamento antibatterico ma non antimnemonico, per cui lo sporco vecchio non c'è più ma te lo ricordi benissimo, macchia per macchia, come una cartina geografica.
Non batto ciglio nel leggere il prezzo da pagare, è una coltellata ma incasso bene, sono in pubblico, non posso far vedere in pubblico che sanguino sguaiatamente, d'altra parte quelle cose le ho fatte, consumate, utilizzate, per cui abbozzo anche un mezzo sorriso, striscio la carta, affilatissima come lama da suicida, firmo come un automa la ricevuta, ringrazio, ricevo a mia volta i ringraziamenti dell'esattore in smoking, buona serata, ci auguriamo di riaverla presto come nostro gradito ospite.
No grazie, sono lussi che non posso permettermi più.
Non posso fare più il passo più lungo del ventricolo.
Il ventricolo?
Lo so io che c'entra.
Tenga pure il resto, e anche la carta.
Non mi serve più.
domenica 20 gennaio 2013
martedì 8 gennaio 2013
SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA BANCA
Ehi!! Dico a te!!! si, proprio a te!!!
Ciao, amico sostenitore di Monti fin dal primo momento!!
Come stai? Ti trovo bene, entusiasta, gasato, Monti ora è ufficialmente candidato premier e potrà proseguire il suo lavoro.
Anche tu immagino stia proseguendo il tuo, di lavoro, sicuramente non sei un disoccupato, sicuramente non hai perso il lavoro in questo anno appena trascorso. Per questo sei al sicuro, e dal tuo angolo sicuro sei libero di parteggiare per chi vuoi, anche per Monti.
L'Europa, la famosa Europa ha appena detto chel'IMU è una minchiata , ma sicuramente non è colpa di Monti, no, lui fa il possibile per salvare l'Italia e quindi per salvare anche te, me, tutti quanti, per cui lui non ha colpe.
Siamo con le spalle al muro, ma lo fanno per impedire sodomie, che sono contronatura e poi la Chiesa si dispiace.
Per cui continua a stare tranquillo, la rivoluzione non ci sarà, anche perchè la vera rivoluzione non è avercela con Monti o i suoi simili.
La vera rivoluzione sarebbe avercela con te, con chi, pur vedendo gli scempi, continua a far finta di niente, fa finta di essere convinto di essere dalla parte del giusto anche quando si è reso conto di essere dalla parte del torto.
Ma come ti dicevo, la rivoluzione non ci sarà, per cui nessuno verrà ad aspettarti sotto casa con una spranga, come logica perversa (ma ineccepibile) vorrebbe.
Siamo un Paese civile, continua pure, hai diritto ad affossare anche me con le tue scelte, tranquillo, non ce l'ho con te.
Mi piacerebbe solo che evitassi di passare davanti agli asili con animo sereno.
Con quello che ha combinato e combinerà il montismo ci stiamo incanalando verso un vortice che devasterà le prospettive di equità anche per le prossime, future generazioni.
Per cui, fammi il piacere: passa in silenzio davanti agli asili, e se puoi, prendi un bambino a caso e digli semplicemente "scusa".
Lui ti capirà da grande, per cui, ancora una volta, sei fuori pericolo.
Tranquillo.
E sorridi.
Ciao, amico sostenitore di Monti fin dal primo momento!!
Come stai? Ti trovo bene, entusiasta, gasato, Monti ora è ufficialmente candidato premier e potrà proseguire il suo lavoro.
Anche tu immagino stia proseguendo il tuo, di lavoro, sicuramente non sei un disoccupato, sicuramente non hai perso il lavoro in questo anno appena trascorso. Per questo sei al sicuro, e dal tuo angolo sicuro sei libero di parteggiare per chi vuoi, anche per Monti.
L'Europa, la famosa Europa ha appena detto chel'IMU è una minchiata , ma sicuramente non è colpa di Monti, no, lui fa il possibile per salvare l'Italia e quindi per salvare anche te, me, tutti quanti, per cui lui non ha colpe.
Siamo con le spalle al muro, ma lo fanno per impedire sodomie, che sono contronatura e poi la Chiesa si dispiace.
Per cui continua a stare tranquillo, la rivoluzione non ci sarà, anche perchè la vera rivoluzione non è avercela con Monti o i suoi simili.
La vera rivoluzione sarebbe avercela con te, con chi, pur vedendo gli scempi, continua a far finta di niente, fa finta di essere convinto di essere dalla parte del giusto anche quando si è reso conto di essere dalla parte del torto.
Ma come ti dicevo, la rivoluzione non ci sarà, per cui nessuno verrà ad aspettarti sotto casa con una spranga, come logica perversa (ma ineccepibile) vorrebbe.
Siamo un Paese civile, continua pure, hai diritto ad affossare anche me con le tue scelte, tranquillo, non ce l'ho con te.
Mi piacerebbe solo che evitassi di passare davanti agli asili con animo sereno.
Con quello che ha combinato e combinerà il montismo ci stiamo incanalando verso un vortice che devasterà le prospettive di equità anche per le prossime, future generazioni.
Per cui, fammi il piacere: passa in silenzio davanti agli asili, e se puoi, prendi un bambino a caso e digli semplicemente "scusa".
Lui ti capirà da grande, per cui, ancora una volta, sei fuori pericolo.
Tranquillo.
E sorridi.
venerdì 9 novembre 2012
ESCALATION
- allora, come va?
- eeeee ..niente, tutto bene, ci siamo fermati n'attimo a pisciare all'Autogrillo, come fanno tanti, e poi proseguiamo verso il centro, ma sempre tenendo la destra e lasciando libere le corsie più a sinistra, quelle dove si corre di più e poi ci si fa male, anche se adesso ci sono i tutor della Finanza che insomma lo vedono se corri troppo, solo che se ciai la targa svizzera la fotocellula non riesce a mettere a fuoco, un fenomeno strano......
- ti sento un po' confuso......
- vorrei vedere te, a stare in sto cazzo di Paese dove hanno usato lo Stato per accompagnare a casa le puttane e usano le puttane per accompagnare a casa lo Stato, si incarta tutto....
- Ma non mi dire.....
- Ah, a proposito: in America ha rivinto coso ...... quello negro ...... come si chiama ...Barama .. siamo fregati .... altri quattro anni di politica afroamericana ... ma te rendi conto ... che solo per fotocopie di carte d'identità i negri ci fanno spendere il doppio di toner .... no... non è possibile ... questa è negrocrazia, non sò io che sò razzista, eh, sono loro che sò tanti e consumano risorse.......
- ma scusa, ma tu non eri quello liberale, ecologista, di larghe vedute, contro il bavaglio e contro i razzismi?
- Vabbè che c'entra, quello serve per non fare brutta figura quando si parla tra persone che vogliono far vedere che sono intellettuali ... è na recita .... ma sotto sotto semo tutti fascisti, perchè noi praticamente trasferiamo sulla collettività i nostri stessi difetti così possiamo dire "così fan tutti" ...
- no, così fanculo
- così fan tutti, ti dico...........
- e io ti ripeto: così fan culo
- comunista!
- frocio interista!!
- Juventino ladro!
- Pccion d mamt!!!
- Eh?
- niente, và ......
- eeeee ..niente, tutto bene, ci siamo fermati n'attimo a pisciare all'Autogrillo, come fanno tanti, e poi proseguiamo verso il centro, ma sempre tenendo la destra e lasciando libere le corsie più a sinistra, quelle dove si corre di più e poi ci si fa male, anche se adesso ci sono i tutor della Finanza che insomma lo vedono se corri troppo, solo che se ciai la targa svizzera la fotocellula non riesce a mettere a fuoco, un fenomeno strano......
- ti sento un po' confuso......
- vorrei vedere te, a stare in sto cazzo di Paese dove hanno usato lo Stato per accompagnare a casa le puttane e usano le puttane per accompagnare a casa lo Stato, si incarta tutto....
- Ma non mi dire.....
- Ah, a proposito: in America ha rivinto coso ...... quello negro ...... come si chiama ...Barama .. siamo fregati .... altri quattro anni di politica afroamericana ... ma te rendi conto ... che solo per fotocopie di carte d'identità i negri ci fanno spendere il doppio di toner .... no... non è possibile ... questa è negrocrazia, non sò io che sò razzista, eh, sono loro che sò tanti e consumano risorse.......
- ma scusa, ma tu non eri quello liberale, ecologista, di larghe vedute, contro il bavaglio e contro i razzismi?
- Vabbè che c'entra, quello serve per non fare brutta figura quando si parla tra persone che vogliono far vedere che sono intellettuali ... è na recita .... ma sotto sotto semo tutti fascisti, perchè noi praticamente trasferiamo sulla collettività i nostri stessi difetti così possiamo dire "così fan tutti" ...
- no, così fanculo
- così fan tutti, ti dico...........
- e io ti ripeto: così fan culo
- comunista!
- frocio interista!!
- Juventino ladro!
- Pccion d mamt!!!
- Eh?
- niente, và ......
mercoledì 19 settembre 2012
giovedì 6 settembre 2012
MEMORISK
- E' sua questa valigia?
- Sì, è il mio bagaglio d'esperienza
- Apra.
- Ma perchè, scusi? Il cane non l'ha degnata nemmeno di uno sguardo!
- Poche storie, apra, che abbiamo fretta.
- Va bene, ecco. Delusioni, amorazzi giovanili, occasioni perse, successi, fallimenti, intuizioni, errori clamorosi, impegni assunti e portati a termine, cose lasciate a metà, mazzate nelle gengive, male fatto ad altri, alibi, scuse, motivazioni, illusioni ostiche, pepate di cozze mal digerite, fiammate di ritorno, notti in bianco, riesumazioni tardive, panettoni avanzati dai Natali poco allegri, giornate memorabili, lampi di gioia, grandinate di cacca, ginocchiate nei comodini, ritardi in anticipo, sorrisi di circostanza, mugugni girati dall'altra parte, trascinamenti di rapporti, menefreghismi cingolati e noccioli sputati dal finestrino. Come vede non c'è niente di illegale.
Posso rimettere tutto dentro adesso?
- No, il cane è ancora agitato, sicuro che non ci sia altro?
- Avrete sbagliato marca di croccantini, cosa vuole che le dica.....
- Per esempio, quel contenitore lì cos'è?
- E' un portaricordi a tenuta stagna.
- Lo apra.
- Non posso, è a chiusura ermetica, se lo apro volano via.
- Non funziona come scusa. Lo apra.
- Ma le ho detto che non posso, non può farlo annusare al cane?
- Non è addestrato per riconoscere tutte le droghe, per cui deve aprirlo e facciamo un controllo visivo.
- Ma da quando i ricordi sono una droga, mi scusi?
- Da sempre. C'è moltissima gente che vive di ricordi, se ne fa una dose ogni tanto, in alcuni casi spessissimo, ne ha bisogno per andare avanti.
- ma se apro il contenitore volano via e non mi rimane più niente!!!!
- sono droghe molto volatili, anche se lasciano tracce indelebili la maggior parte si dissolve col tempo.
- no, non apro, sono troppo preziosi per me.
- ok, allora mi segua in ufficio, lei è in stato di fermo per resistenza a pubblico ufficiale, e il contenitore lo apriremo lì e ne verbalizzaremo il contenuto
- va bene, allora mi ascolti: qui dentro ci sono ricordi lasciati da mio padre, esperienze trasmesse da mia madre, mio nonno, è una base da cui sono partito per fabbricarmi il resto del contenuto mettendoci del mio, non potete sequestrarmi il mio passato, ho bisogno di assumerne una dose ogni tanto, ho anche la certificazione medica che lo attesta, è un trattamento terapeutico, vuole andare contro il parere di un medico?
- giovanotto, dalle dimensioni del contenitore qui c'è troppa roba per essere di uso personale, siamo al sospetto di spaccio, lei secondo me lascia pure in giro sta roba, la cede ad altri non so se gratuitamente o a pagamento, in ogni caso la cosa è sospetta.
- le ripeto che è per uso personale, se ne cedo un po' lo faccio solo ad amici e persone che mi stanno a cuore, pochi intimi...
- quindi ammette lo spaccio e cessione a terzi?
- ma lo faccio solo per scambiare esperienze, in modo che altri non ricadano nei miei stessi errori...
- lei non deve cedere proprio niente a nessuno, altrimenti salta il concetto di uso personale e si sconfina nello spaccio, come glielo devo spiegare? mi dia quel contenitore e facciamola finita
- guardi che se lo apre lei poi assume tutto il contenuto, volente o nolente, e non so che effetto può farle... senza contare poi che lei in servizio non può assumere certo droghe, anche se per cause di servizio, comunque diverrebbe un assuntore di sostanze mnemoniche calibrate per un altro organismo, trasgredirebbe la legge e si assumerebbe tutte le mie paure, ansie, brutte giornate passate, ma anche tutti i bei momenti altrui che andrebbero a mischiarsi coi suoi bei momenti e non li distinguerebbe più .. non so se le conviene.... lei per esempio quale droga ha sempre con sè, quale ricordo?
- la foto di mio figlio a tre anni, nel portafoglio....
- ecco. Me la darebbe?
- ma nemmeno per sogno, ne ho bisogno, devo guardarla ogni tanto per sentirmi bene...
- lo sapevo. Drogato!!!!! Ora chiamo il suo collega e la denuncio, che ne dice? Vabbè guardi, mi ha trovato in giornata buona, mi lasci in pace e si porti via pure sto cane che mi sta pisciando sul borsone delle ansie, che se prendono umidità cominciano a gonfiarsi e poi è un casino....
- Può andare, raccolga la sua roba e se ne vada....
- E certo che me ne vado!!! Drogato!!! Ma guarda te che esempio deve dare la gente con una divisa addosso!! Ma dove andremo a finire!!
- Sì, è il mio bagaglio d'esperienza
- Apra.
- Ma perchè, scusi? Il cane non l'ha degnata nemmeno di uno sguardo!
- Poche storie, apra, che abbiamo fretta.
- Va bene, ecco. Delusioni, amorazzi giovanili, occasioni perse, successi, fallimenti, intuizioni, errori clamorosi, impegni assunti e portati a termine, cose lasciate a metà, mazzate nelle gengive, male fatto ad altri, alibi, scuse, motivazioni, illusioni ostiche, pepate di cozze mal digerite, fiammate di ritorno, notti in bianco, riesumazioni tardive, panettoni avanzati dai Natali poco allegri, giornate memorabili, lampi di gioia, grandinate di cacca, ginocchiate nei comodini, ritardi in anticipo, sorrisi di circostanza, mugugni girati dall'altra parte, trascinamenti di rapporti, menefreghismi cingolati e noccioli sputati dal finestrino. Come vede non c'è niente di illegale.
Posso rimettere tutto dentro adesso?
- No, il cane è ancora agitato, sicuro che non ci sia altro?
- Avrete sbagliato marca di croccantini, cosa vuole che le dica.....
- Per esempio, quel contenitore lì cos'è?
- E' un portaricordi a tenuta stagna.
- Lo apra.
- Non posso, è a chiusura ermetica, se lo apro volano via.
- Non funziona come scusa. Lo apra.
- Ma le ho detto che non posso, non può farlo annusare al cane?
- Non è addestrato per riconoscere tutte le droghe, per cui deve aprirlo e facciamo un controllo visivo.
- Ma da quando i ricordi sono una droga, mi scusi?
- Da sempre. C'è moltissima gente che vive di ricordi, se ne fa una dose ogni tanto, in alcuni casi spessissimo, ne ha bisogno per andare avanti.
- ma se apro il contenitore volano via e non mi rimane più niente!!!!
- sono droghe molto volatili, anche se lasciano tracce indelebili la maggior parte si dissolve col tempo.
- no, non apro, sono troppo preziosi per me.
- ok, allora mi segua in ufficio, lei è in stato di fermo per resistenza a pubblico ufficiale, e il contenitore lo apriremo lì e ne verbalizzaremo il contenuto
- va bene, allora mi ascolti: qui dentro ci sono ricordi lasciati da mio padre, esperienze trasmesse da mia madre, mio nonno, è una base da cui sono partito per fabbricarmi il resto del contenuto mettendoci del mio, non potete sequestrarmi il mio passato, ho bisogno di assumerne una dose ogni tanto, ho anche la certificazione medica che lo attesta, è un trattamento terapeutico, vuole andare contro il parere di un medico?
- giovanotto, dalle dimensioni del contenitore qui c'è troppa roba per essere di uso personale, siamo al sospetto di spaccio, lei secondo me lascia pure in giro sta roba, la cede ad altri non so se gratuitamente o a pagamento, in ogni caso la cosa è sospetta.
- le ripeto che è per uso personale, se ne cedo un po' lo faccio solo ad amici e persone che mi stanno a cuore, pochi intimi...
- quindi ammette lo spaccio e cessione a terzi?
- ma lo faccio solo per scambiare esperienze, in modo che altri non ricadano nei miei stessi errori...
- lei non deve cedere proprio niente a nessuno, altrimenti salta il concetto di uso personale e si sconfina nello spaccio, come glielo devo spiegare? mi dia quel contenitore e facciamola finita
- guardi che se lo apre lei poi assume tutto il contenuto, volente o nolente, e non so che effetto può farle... senza contare poi che lei in servizio non può assumere certo droghe, anche se per cause di servizio, comunque diverrebbe un assuntore di sostanze mnemoniche calibrate per un altro organismo, trasgredirebbe la legge e si assumerebbe tutte le mie paure, ansie, brutte giornate passate, ma anche tutti i bei momenti altrui che andrebbero a mischiarsi coi suoi bei momenti e non li distinguerebbe più .. non so se le conviene.... lei per esempio quale droga ha sempre con sè, quale ricordo?
- la foto di mio figlio a tre anni, nel portafoglio....
- ecco. Me la darebbe?
- ma nemmeno per sogno, ne ho bisogno, devo guardarla ogni tanto per sentirmi bene...
- lo sapevo. Drogato!!!!! Ora chiamo il suo collega e la denuncio, che ne dice? Vabbè guardi, mi ha trovato in giornata buona, mi lasci in pace e si porti via pure sto cane che mi sta pisciando sul borsone delle ansie, che se prendono umidità cominciano a gonfiarsi e poi è un casino....
- Può andare, raccolga la sua roba e se ne vada....
- E certo che me ne vado!!! Drogato!!! Ma guarda te che esempio deve dare la gente con una divisa addosso!! Ma dove andremo a finire!!
sabato 21 luglio 2012
mercoledì 11 luglio 2012
CON IMPUTATA STIMA
E alla fine, anche sora Giustizia giunse a destinazione.
Dopo un lungo viaggio di un decennio, si è giunti alla sentenza sull'allegra rimpatriata tra celerini avvenuta in una notte dell'estate 2001 a Genova.
Diciamo che, a una certa ora della notte, un gruppo di uomini in divisa fa irruzione in una scuola e massacra decine e decine di ragazzi, così, per scaricare la tensione della giornata. Una intera giornata di guerriglia sfiancherebbe anche il sistema nervoso di un androide, e visto che di androidi non si trattava, si pensò bene di portarsi da casa l'alibi per quell'azione di pura vendetta, una spedizione punitiva.
Degli uomini in divisa asportano - da un magazzino di custodia corpi del reato - delle bottiglie molotov precedentemente sequestrate, per far risultare che l'attacco a base di calci e manganellate, con le teste di ragazzi schiantate sui termosifoni e sui muri, era più che legittimato dal ritrovamento di quelle bottiglie pronte all'uso.
Sul pavimento strisciate di sangue, qualche incisivo, urina liberata per lo shock subito, vomito, ciocche di capelli, vestiti e zaini abbandonati, orme di anfibi d'ordinanza finiti in qualche pozza di liquidi organici.
Lo Stato quella notte si tolse la divisa e si vestì da teppista, le stellette lasciarono il posto alle svastichette, e l'Uomo lasciò il posto al boia. Bisognava dare una "lezione" ai sovversivi che dormivano nei corridoi, rei di aver partecipato a non si sa cosa, non si sa dove, non si sa se erano coinvolti, ma nel dubbio li meno.
Qui trovate un racconto della faccenda, della manovrina dilettantesca delle molotov migrate da un deposito ad una scuola-dormitorio, e trovate, oddio, no, alcuni nomi importantissimi per questo Paese, finiti in quella storia ad eseguire ordini inascoltabili in un Paese civile, ordini che hanno ucciso la loro carriera.
Giovanni Luperi, ex vicedirettore dell'Ucigos ed attuale capo sezione analisi dell'Aisi, che prima si chiamava SISDE, insomma i servizi segreti interni;
Francesco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine;
Gilberto Caldarozzi, direttore dello Sco, il Servizio centrale operativo;
e altri dirigenti di alcune importanti squadre mobili e di altri uffici territoriali.
Gente che ha svolto importanti operazioni, rischiato la pelle, catturato gente come Provenzano, gente che prima e dopo la Diaz aveva onorato la divisa e lo stesso Stato che fu mandante di quella operazione di terrorismo, intimidazione, violenza gratuita, maltrattamento, sequestro di persona con l'aggravante degli utili motivi.
Dispiace sapere che gente come Gratteri abbia dovuto piegarsi agli ordini peggiori che un tutore dell'ordine potesse ricevere, ma immagino sapesse, quella notte, che stava compromettendo il suo futuro.
Immutata stima per il poliziotto integerrimo, imputata stima per il boia, yin e yang, bianco e nero, come al solito.
Lo Stato ha ordinato allo Stato di comportarsi da antistato, poi lo Stato ha processato quello stesso Stato per i suoi comportamenti anti-sè stesso e lo ha rimosso per aver eseguito gli ordini ricevuti da colui che lo ha comandato, poi imputato, processato e condannato, che poi sarebbe sè stesso.
Kafka al confronto sembrerebbe Gasparri dopo una dozzina di grappe.
Ma questo è.
L'immutata stima è l'ostinazione a voler vedere solo le parti pulite di un vestito che ha una macchia di sangue e cacca, l'attaccarsi disperatamente al buono che è stato fatto negli anni per eclissare le conseguenze fetide di una notte di follia.
Nel pezzo che ho linkato su si parla di una telefonata di Bertinotti a DeGennaro riguardo all'assalto alla Diaz, con l'agghiacciante risposta "Cosa vuole che faccia, quella non e´ un´ambasciata... Non c´è extraterritorialità. Quello che sta avvenendo è una sorta di controllo del territorio. Non le posso dire altro, ma non mi può chiedere una protezione come fosse un´ambasciata".
Le teste spaccate di quei ragazzi sono guarite da un pezzo, ora a sanguinare sono le teste pensanti dei migliori uomini dell'antiterrorismo fottuti e cestinati da chi li ha sviliti al ruolo di macellai.
E ti saluto, immutata stima.
Una divisa distingue un comune cittadino da un tutore dell'ordine.
Se i comportamenti di un tutore dell'ordine diventano uguali a quelli di un comune cittadino teppista, la divisa diventa un costume di carnevale, con annesso trenino a ritmo di samba.
E a fare i locomotori del trenino quella notte ci misero gli uomini migliori.
Pensa te se ci mettevano i peggiori.
Dopo un lungo viaggio di un decennio, si è giunti alla sentenza sull'allegra rimpatriata tra celerini avvenuta in una notte dell'estate 2001 a Genova.
Diciamo che, a una certa ora della notte, un gruppo di uomini in divisa fa irruzione in una scuola e massacra decine e decine di ragazzi, così, per scaricare la tensione della giornata. Una intera giornata di guerriglia sfiancherebbe anche il sistema nervoso di un androide, e visto che di androidi non si trattava, si pensò bene di portarsi da casa l'alibi per quell'azione di pura vendetta, una spedizione punitiva.
Degli uomini in divisa asportano - da un magazzino di custodia corpi del reato - delle bottiglie molotov precedentemente sequestrate, per far risultare che l'attacco a base di calci e manganellate, con le teste di ragazzi schiantate sui termosifoni e sui muri, era più che legittimato dal ritrovamento di quelle bottiglie pronte all'uso.
Sul pavimento strisciate di sangue, qualche incisivo, urina liberata per lo shock subito, vomito, ciocche di capelli, vestiti e zaini abbandonati, orme di anfibi d'ordinanza finiti in qualche pozza di liquidi organici.
Lo Stato quella notte si tolse la divisa e si vestì da teppista, le stellette lasciarono il posto alle svastichette, e l'Uomo lasciò il posto al boia. Bisognava dare una "lezione" ai sovversivi che dormivano nei corridoi, rei di aver partecipato a non si sa cosa, non si sa dove, non si sa se erano coinvolti, ma nel dubbio li meno.
Qui trovate un racconto della faccenda, della manovrina dilettantesca delle molotov migrate da un deposito ad una scuola-dormitorio, e trovate, oddio, no, alcuni nomi importantissimi per questo Paese, finiti in quella storia ad eseguire ordini inascoltabili in un Paese civile, ordini che hanno ucciso la loro carriera.
Giovanni Luperi, ex vicedirettore dell'Ucigos ed attuale capo sezione analisi dell'Aisi, che prima si chiamava SISDE, insomma i servizi segreti interni;
Francesco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine;
Gilberto Caldarozzi, direttore dello Sco, il Servizio centrale operativo;
e altri dirigenti di alcune importanti squadre mobili e di altri uffici territoriali.
Gente che ha svolto importanti operazioni, rischiato la pelle, catturato gente come Provenzano, gente che prima e dopo la Diaz aveva onorato la divisa e lo stesso Stato che fu mandante di quella operazione di terrorismo, intimidazione, violenza gratuita, maltrattamento, sequestro di persona con l'aggravante degli utili motivi.
Dispiace sapere che gente come Gratteri abbia dovuto piegarsi agli ordini peggiori che un tutore dell'ordine potesse ricevere, ma immagino sapesse, quella notte, che stava compromettendo il suo futuro.
Immutata stima per il poliziotto integerrimo, imputata stima per il boia, yin e yang, bianco e nero, come al solito.
Lo Stato ha ordinato allo Stato di comportarsi da antistato, poi lo Stato ha processato quello stesso Stato per i suoi comportamenti anti-sè stesso e lo ha rimosso per aver eseguito gli ordini ricevuti da colui che lo ha comandato, poi imputato, processato e condannato, che poi sarebbe sè stesso.
Kafka al confronto sembrerebbe Gasparri dopo una dozzina di grappe.
Ma questo è.
L'immutata stima è l'ostinazione a voler vedere solo le parti pulite di un vestito che ha una macchia di sangue e cacca, l'attaccarsi disperatamente al buono che è stato fatto negli anni per eclissare le conseguenze fetide di una notte di follia.
Nel pezzo che ho linkato su si parla di una telefonata di Bertinotti a DeGennaro riguardo all'assalto alla Diaz, con l'agghiacciante risposta "Cosa vuole che faccia, quella non e´ un´ambasciata... Non c´è extraterritorialità. Quello che sta avvenendo è una sorta di controllo del territorio. Non le posso dire altro, ma non mi può chiedere una protezione come fosse un´ambasciata".
Le teste spaccate di quei ragazzi sono guarite da un pezzo, ora a sanguinare sono le teste pensanti dei migliori uomini dell'antiterrorismo fottuti e cestinati da chi li ha sviliti al ruolo di macellai.
E ti saluto, immutata stima.
Una divisa distingue un comune cittadino da un tutore dell'ordine.
Se i comportamenti di un tutore dell'ordine diventano uguali a quelli di un comune cittadino teppista, la divisa diventa un costume di carnevale, con annesso trenino a ritmo di samba.
E a fare i locomotori del trenino quella notte ci misero gli uomini migliori.
Pensa te se ci mettevano i peggiori.
venerdì 27 aprile 2012
THE DARK SIDE OF THE MONA
Giustizia, equità sociale e onestà intellettuale sono da vendersi come bisogni collettivi.
Il mercato liberista dei bisogni morali collettivi si mette in moto, rileva il bisogno, dove non c'è lo crea, induce a desiderare il prodotto e infine crea il prodotto ad hoc, veicolato mediante testimonial carismatico, e distribuito a domicilio tramite la Rete.
Il passaggio successivo è l'aggressione dei competitori sul mercato, mediante delegittimazione della qualità di ogni prodotto equivalente che già era presente magari da decenni, ma che era veicolato in maniera sbagliata e con testimonials in discussione perchè già vecchi sul mercato, per cui attaccabili per qualche azione errata.
Il segreto della mission è erodere la clientela dei concorrenti già presenti, aggredendo il mercato con prodotto riversato a prezzo stracciato sottoforma di assecondamento degli istinti più bassi di rivalsa e vendetta sociale, con slogan ben congegnati che facciano immedesimare il consumatore, fidelizzandolo.
La fidelizzazione viene portata poi all'estremo agendo sulla clientela più attenta, esigente e quindi "costosa", impedendogli la diffusione di pareri negativi sul nuovo prodotto, censurando tentativi di individuazione degli elementi in comune tra il nuovo prodotto apparentemente innovativo e i vecchi prodotti ormai collaudati ma "maturi" per il gusto del pubblico.
Il produttore quindi opera una "scrematura" della clientela, tenendosi quella più influenzabile, facendola sentire parte di un unico corpo acquirente e illudendola perciò di avere il potere contrattuale di mettere in difficoltà il produttore dei bisogni.Non solo: in omaggio al principio che tanta fortuna ha portato a programmi come quelli di Maria de Filippi, il cliente non è più spettatore passivo, ma è lui stesso protagonista della veicolazione del prodotto, esponendosi in prima persona e mettendosi in competizione con altri clienti che procacciano nuovi segmenti di mercato di loro conoscenza.
Sulla base di questo passaggio si innesca il meccanismo del cliente-venditore, in una sofisticata elaborazione mentale del multilevel marketing, con importanza sempre maggiore conferita ai clienti che riescono a fidelizzare il maggior numero di ulteriori clienti un tempo disinteressati al prodotto o legati da tempo ad altri marchi.
Il processo di fidelizzazione si completa infine stimolando l'istinto bellico dell'individuo, indicando di volta in volta i prodotti concorrenti da boicottare ed attaccare in pubbliche assemblee tra clienti, ottenendo così un coacervo di volontà asservite al bisogno deformato al punto tale da rinnegare altri bisogni da sempre basilari (come l'esigenza di poter esprimere sempre il proprio parere), tumulandoli nei sepolcro imbiancato della "salvazione" collettiva ad opera di un gruppo di "eletti" che altri non sono che gli acquirenti di un bisogno deformato e piegato alle esigenze del leader di mercato.
Sopravviverà solo il prodotto presentato meglio, quello che fa pensare all'acquirente di aver scelto liberamente, pur essendo conscio di esser passato sopra a compromessi con la propria volontà ed indole che prima sembravano irremovibili e non negoziabili.
Il cliente così "formato" avrà competenze e capacità critiche di discernimento indirizzate solo verso la concorrenza, mentre rimarrà del tutto silente sui difetti del prodotto che ha comperato, proponendolo con entusiasmo pilotato ad ulteriori potenziali clienti.
Il mercato a quel punto lavora da solo, e il produttore deve solo badare a non mettere il prodotto in condizioni di stress qualitativo, negandolo ad ogni proposta di test comparativo con i prodotti della concorrenza.
Il mercato liberista dei bisogni morali collettivi si mette in moto, rileva il bisogno, dove non c'è lo crea, induce a desiderare il prodotto e infine crea il prodotto ad hoc, veicolato mediante testimonial carismatico, e distribuito a domicilio tramite la Rete.
Il passaggio successivo è l'aggressione dei competitori sul mercato, mediante delegittimazione della qualità di ogni prodotto equivalente che già era presente magari da decenni, ma che era veicolato in maniera sbagliata e con testimonials in discussione perchè già vecchi sul mercato, per cui attaccabili per qualche azione errata.
Il segreto della mission è erodere la clientela dei concorrenti già presenti, aggredendo il mercato con prodotto riversato a prezzo stracciato sottoforma di assecondamento degli istinti più bassi di rivalsa e vendetta sociale, con slogan ben congegnati che facciano immedesimare il consumatore, fidelizzandolo.
La fidelizzazione viene portata poi all'estremo agendo sulla clientela più attenta, esigente e quindi "costosa", impedendogli la diffusione di pareri negativi sul nuovo prodotto, censurando tentativi di individuazione degli elementi in comune tra il nuovo prodotto apparentemente innovativo e i vecchi prodotti ormai collaudati ma "maturi" per il gusto del pubblico.
Il produttore quindi opera una "scrematura" della clientela, tenendosi quella più influenzabile, facendola sentire parte di un unico corpo acquirente e illudendola perciò di avere il potere contrattuale di mettere in difficoltà il produttore dei bisogni.Non solo: in omaggio al principio che tanta fortuna ha portato a programmi come quelli di Maria de Filippi, il cliente non è più spettatore passivo, ma è lui stesso protagonista della veicolazione del prodotto, esponendosi in prima persona e mettendosi in competizione con altri clienti che procacciano nuovi segmenti di mercato di loro conoscenza.
Sulla base di questo passaggio si innesca il meccanismo del cliente-venditore, in una sofisticata elaborazione mentale del multilevel marketing, con importanza sempre maggiore conferita ai clienti che riescono a fidelizzare il maggior numero di ulteriori clienti un tempo disinteressati al prodotto o legati da tempo ad altri marchi.
Il processo di fidelizzazione si completa infine stimolando l'istinto bellico dell'individuo, indicando di volta in volta i prodotti concorrenti da boicottare ed attaccare in pubbliche assemblee tra clienti, ottenendo così un coacervo di volontà asservite al bisogno deformato al punto tale da rinnegare altri bisogni da sempre basilari (come l'esigenza di poter esprimere sempre il proprio parere), tumulandoli nei sepolcro imbiancato della "salvazione" collettiva ad opera di un gruppo di "eletti" che altri non sono che gli acquirenti di un bisogno deformato e piegato alle esigenze del leader di mercato.
Sopravviverà solo il prodotto presentato meglio, quello che fa pensare all'acquirente di aver scelto liberamente, pur essendo conscio di esser passato sopra a compromessi con la propria volontà ed indole che prima sembravano irremovibili e non negoziabili.
Il cliente così "formato" avrà competenze e capacità critiche di discernimento indirizzate solo verso la concorrenza, mentre rimarrà del tutto silente sui difetti del prodotto che ha comperato, proponendolo con entusiasmo pilotato ad ulteriori potenziali clienti.
Il mercato a quel punto lavora da solo, e il produttore deve solo badare a non mettere il prodotto in condizioni di stress qualitativo, negandolo ad ogni proposta di test comparativo con i prodotti della concorrenza.
John Bob Houseleggio - "teoria e tecnica del grillismo applicato"
lunedì 5 marzo 2012
DOVE C'E' BALILLA C'E' CASTA
Bello.
Mi piace sta cosa dell'interesse della collettività per scavalcare TUTTO.
Puoi fare qualunque cosa, se dici che è qualcosa che serve alla collettività.
E il bello è che il volere degli Italiani è quello che vuoi tu, personalmente, di tuo interesse.
Vuoi fare una grande opera?Serve alla collettività.
Ma se si viola il diritto alla salute di una parte della collettività? Pazienza, l'interesse della collettività è più importante, per cui che si fottano.Allora, se il diritto alla salute (e quindi alla vita) di una parte della collettività può essere sacrificato per il progresso di tutti - vedi per esempio in Valsusa - allora..... allora vengono fuori risvolti interessanti ....
Pensa: se trafori quelle montagne metti per aria micropolveri d'amianto, ma la TAV serve al progresso del Paese, per cui chissenefrega se faranno il bis del caso Casale Monferrato - Eternit.E' l'uovo di Colombo, l'alibi che trova sempre degli ammiratori, i "modernisti", gli "avanguardisti", i fanatici della moneta elettronica, dell'edonismo merkeliano, del rigore per fallo in area euro, delle punizioni con barriera all'uscita.
Con questo semplice principio puoi scavalcare anche la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, credetemi, funziona sempre.L'interesse pubblico sopra ogni cosa.Possiamo risolvere la crisi in pochissimo tempo.
Per esempio: che sò tutti sti anziani in giro? Eh? Quelli prendono soldi dalla collettività e non spendono, consumano ossigeno, non si fidano, non fanno girare soldi, li fanno solo spendere a noi per tonnellate di farmaci e pannoloni e cateteri e giornate d'ospedale, e insomma sò troppi, costano troppo.
Facciamo così: siccome risparmiare le loro pensioni sarebbe un indubbio progresso per la ricchezza della collettività, sterminiamoli.
Poi, chi c'è che consuma e non produce? I precari che non lavorano al nero, ecco, quelli che si disperano e vanno solo in giro a parlare di sfighe e a manifestare, quella è un'altra bella fetta di popolazione che non serve, che non fa progredire la collettività in quanto ne è un costo.E' interesse collettivo deportarli alla frontiera, e buttarli fuori dal Paese.Bella, sta cosa dell'interesse collettivo.Fare un inceneritore provocherà tumori a chi ci abita vicino?
Pazienza, scusa, l'interesse collettivo è predominante.
Grande idea, Presidente.Come l'Europa.E' interesse della collettività farne parte, per cui poche storie e fate silenzio, l'Europa non è in discussione.Bello eh? Con sta bandiera tutta piena di stelle, tipo quelle dell'America, ma a noi sò di meno e anche più grosse, tutte in cerchio, a simboleggiare l'Unione, macchè scherzi?
E' una figata, un'idea che entusiasma folle di pensatori e non, i soldi bisogna farli girare.Pazienza per chi muore.E' il prezzo che chiede il progresso, no?Magnifico, Presidente.Ah, senta, già che c'è: mi fa diventare interesse collettivo la necessità di eliminare ogni gocciolamento dai balconi, per risparmiare acqua?Ho una vicina che quando stende i panni sgocciolano sul mio balcone, mi danno fastidio, insomma veda lei.So già che, se vuole, potrà accontentarmi.
Ossequi.
Mi piace sta cosa dell'interesse della collettività per scavalcare TUTTO.
Puoi fare qualunque cosa, se dici che è qualcosa che serve alla collettività.
E il bello è che il volere degli Italiani è quello che vuoi tu, personalmente, di tuo interesse.
Vuoi fare una grande opera?Serve alla collettività.
Ma se si viola il diritto alla salute di una parte della collettività? Pazienza, l'interesse della collettività è più importante, per cui che si fottano.Allora, se il diritto alla salute (e quindi alla vita) di una parte della collettività può essere sacrificato per il progresso di tutti - vedi per esempio in Valsusa - allora..... allora vengono fuori risvolti interessanti ....
Pensa: se trafori quelle montagne metti per aria micropolveri d'amianto, ma la TAV serve al progresso del Paese, per cui chissenefrega se faranno il bis del caso Casale Monferrato - Eternit.E' l'uovo di Colombo, l'alibi che trova sempre degli ammiratori, i "modernisti", gli "avanguardisti", i fanatici della moneta elettronica, dell'edonismo merkeliano, del rigore per fallo in area euro, delle punizioni con barriera all'uscita.
Con questo semplice principio puoi scavalcare anche la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, credetemi, funziona sempre.L'interesse pubblico sopra ogni cosa.Possiamo risolvere la crisi in pochissimo tempo.
Per esempio: che sò tutti sti anziani in giro? Eh? Quelli prendono soldi dalla collettività e non spendono, consumano ossigeno, non si fidano, non fanno girare soldi, li fanno solo spendere a noi per tonnellate di farmaci e pannoloni e cateteri e giornate d'ospedale, e insomma sò troppi, costano troppo.
Facciamo così: siccome risparmiare le loro pensioni sarebbe un indubbio progresso per la ricchezza della collettività, sterminiamoli.
Poi, chi c'è che consuma e non produce? I precari che non lavorano al nero, ecco, quelli che si disperano e vanno solo in giro a parlare di sfighe e a manifestare, quella è un'altra bella fetta di popolazione che non serve, che non fa progredire la collettività in quanto ne è un costo.E' interesse collettivo deportarli alla frontiera, e buttarli fuori dal Paese.Bella, sta cosa dell'interesse collettivo.Fare un inceneritore provocherà tumori a chi ci abita vicino?
Pazienza, scusa, l'interesse collettivo è predominante.
Grande idea, Presidente.Come l'Europa.E' interesse della collettività farne parte, per cui poche storie e fate silenzio, l'Europa non è in discussione.Bello eh? Con sta bandiera tutta piena di stelle, tipo quelle dell'America, ma a noi sò di meno e anche più grosse, tutte in cerchio, a simboleggiare l'Unione, macchè scherzi?
E' una figata, un'idea che entusiasma folle di pensatori e non, i soldi bisogna farli girare.Pazienza per chi muore.E' il prezzo che chiede il progresso, no?Magnifico, Presidente.Ah, senta, già che c'è: mi fa diventare interesse collettivo la necessità di eliminare ogni gocciolamento dai balconi, per risparmiare acqua?Ho una vicina che quando stende i panni sgocciolano sul mio balcone, mi danno fastidio, insomma veda lei.So già che, se vuole, potrà accontentarmi.
Ossequi.
domenica 4 marzo 2012
CHECCAvolodici
Ho trovato sorprendente, ma in fondo non più di tanto, lo sfogo quasi isterico di un Aldo Busi in versione Santa Inquisizione Frocia che in questo articolo spara a zero su un defunto ancora caldo, Lucio Dalla.
Il trapassato, secondo l'inquisitore, è reo di non aver mai ammesso pubblicamente la sua omosessualità, di aver comunque sempre frequentato la Chiesa, di aver avuto amicizie anche con Craxi, di aver scritto canzoni d'amore dedicate a donne pur essendo lui gay, e di non aver mai speso una parola a difesa dei deboli.
Non so se il pulpito da cui parla questa sorta di incrocio malriuscito tra Sgarbi, Malgioglio e la Lecciso sia fatto da solido legno, stagionato al sole dell'onestà, o se sia solo legno marcito e tarlato dall'invidia, l'ennesima occasione non persa di attirare le luci della ribalta a spese di un cadavere, ma tant'è.
Busi, l'intollerante e intollerabile pasionaria del "tutto purchè si parli di me", la ridicola macchietta di gay in perenne sindrome premestruale, l'improbabile Padre Tereso di Combutta che ha fatto del trash l'unica àncora di salvezza per rendere indimenticabili le sue presenze televisive, il MarioCallas della polemica comunque urlata ostentando cultura sterminata dall'idiozia, è egli stesso un eccesso che si ciba di sè e della sua scarsa fama.
A partire dalla squallida "Isola dei Famosi" fino ai talk-show che lo chiamavano solo per far alzare i toni, affidando il crollo nel cattivo gusto agli urlacci checcati del Busi, la carriera del nostro inquisitore è costellata da episodi di cui programmi come Blob si sono cibati per anni, con la perla dell'uscita dal reality-show affidata ad un coup-de-theatre basato su?.... ... un attacco al Papa, e ti pareva, lui che odia Celentano si è messo a farne l'antesignano non dal palco di un Sanremo, ma dal "confessionale" di un reality di uno squallore sempre più impareggiabile.
Chi è Busi?
Mi astengo dal dare giudizi.
Date un'occhiata a questo , trattenete i conati, se potete, e provate pietà per un vivo che non ne ha avuto per un morto.
L'ha avuta, la sua ribalta sciacallesca a danno di un morto, il Busi.
Ma essendo quel che è, ha solo fatto in modo che ritornasse in circolo, più forte che pria, il suo memorabile pistolotto che sembra quasiquasi un discorso in difesa della pedofilia ....
Meglio stendere un velo pietoso, tanto Dalla è più vivo di lui. Molto.
Il trapassato, secondo l'inquisitore, è reo di non aver mai ammesso pubblicamente la sua omosessualità, di aver comunque sempre frequentato la Chiesa, di aver avuto amicizie anche con Craxi, di aver scritto canzoni d'amore dedicate a donne pur essendo lui gay, e di non aver mai speso una parola a difesa dei deboli.
Non so se il pulpito da cui parla questa sorta di incrocio malriuscito tra Sgarbi, Malgioglio e la Lecciso sia fatto da solido legno, stagionato al sole dell'onestà, o se sia solo legno marcito e tarlato dall'invidia, l'ennesima occasione non persa di attirare le luci della ribalta a spese di un cadavere, ma tant'è.
Busi, l'intollerante e intollerabile pasionaria del "tutto purchè si parli di me", la ridicola macchietta di gay in perenne sindrome premestruale, l'improbabile Padre Tereso di Combutta che ha fatto del trash l'unica àncora di salvezza per rendere indimenticabili le sue presenze televisive, il MarioCallas della polemica comunque urlata ostentando cultura sterminata dall'idiozia, è egli stesso un eccesso che si ciba di sè e della sua scarsa fama.
A partire dalla squallida "Isola dei Famosi" fino ai talk-show che lo chiamavano solo per far alzare i toni, affidando il crollo nel cattivo gusto agli urlacci checcati del Busi, la carriera del nostro inquisitore è costellata da episodi di cui programmi come Blob si sono cibati per anni, con la perla dell'uscita dal reality-show affidata ad un coup-de-theatre basato su?.... ... un attacco al Papa, e ti pareva, lui che odia Celentano si è messo a farne l'antesignano non dal palco di un Sanremo, ma dal "confessionale" di un reality di uno squallore sempre più impareggiabile.
Chi è Busi?
Mi astengo dal dare giudizi.
Date un'occhiata a questo , trattenete i conati, se potete, e provate pietà per un vivo che non ne ha avuto per un morto.
L'ha avuta, la sua ribalta sciacallesca a danno di un morto, il Busi.
Ma essendo quel che è, ha solo fatto in modo che ritornasse in circolo, più forte che pria, il suo memorabile pistolotto che sembra quasiquasi un discorso in difesa della pedofilia ....
Meglio stendere un velo pietoso, tanto Dalla è più vivo di lui. Molto.
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